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Chiara Ferragni indagata per truffa dopo il caso pandoro Balocco? Quali sono i documenti inviati dalla GdF

Chiara Ferragni rischia di essere indagata per truffa dopo gli ultimi documenti acquisiti dalla Gdf

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Matteo Runchi

REDATTORE

Redattore esperto di economia, appassionato di tecnologia e sport. Scrive di attualità e cronaca. Laureato in Storia all’Università degli Studi di Milano, ha lavorato per diversi siti e redazioni.

Chiara Ferragni rischia di essere indagata per truffa. La Gdf ha sottolineato alcuni aspetti della vicenda del pandoro Balocco alla procura di Milano, dopo l’acquisizione di alcuni documenti. Intanto le indagini si allargano anche allo uova di Pasqua Dolci Preziosi e a una bambola.

I nuovi documenti della Gdf

La guardia di finanza di Milano ha mandato un’annotazione alla procura nell’ambito dell’esposto presentato contro Chiara Ferragni e le sue aziende, oltre che all’industria dolciaria Balocco, riguardante il caso del pandoro Pink Christmas.

La Gdf avrebbe posto all’attenzione degli investigatori alcuni allegati rispetto alla vendita dei pandori, oltre ad aver acquisito le mail scambiate tra le aziende di proprietà dell’influencer e Balocco stessa nell’ambito della stipula del contratto.

Un murales contro Chiara Ferragni e il marito Fedez, comparso dopo la vicenda del pandoro Balocco

Balocco e Ferragni sono accusati di aver pubblicizzato il proprio prodotto tramite un’iniziativa benefica, facendo intendere al pubblico che i fondi destinati in beneficenza fossero legati alle vendite del pandoro, quando la donazione era già stata versata.

Chiara Ferragni rischia di essere indagata per truffa

Per la vicenda, Balocco e le aziende di proprietà di Chiara Ferragni sono già stati condannati a una multa per un totale di 1,4 milioni di euro, di cui 1 milione a carico della sola influencer milanese.

L’esposto presentato in procura dal Codacons, associazione di consumatori con una lunga storia conflittuale con Chiara Ferragni e suo marito, il rapper Fedez, ipotizzava anche un reato penale, quello di truffa.

La procura ha inizialmente escluso questa circostanza, ma secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ‘Adnkronos’, i nuovi documenti acquisiti dalla guardia di finanza potrebbero far cambiare idea agli investigatori.

La vicenda delle uova di Pasqua

Proprio la guardia di finanza, tramite il nucleo di polizia economico finanziaria, ha avviato altri accertamenti su alcune iniziative benefiche che Chiara Ferragni e alcune aziende italiane hanno intrapreso negli ultimi anni.

La prima è l’accordo con Dolci Preziosi per la produzione di uova di Pasqua dedicato all’influencer, legato a una campagna contro il cyberbullismo. Stessa causa a cui era dedicata una bambola Trudi con le sembianze di Chiara Ferragni.

Fonte foto: ANSA

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