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Bonaccini contro il Governo dopo l'alluvione in Emilia-Romagna: "I cittadini hanno ricevuto solo 3 mila euro"

Intervistato da La Stampa il presidente del Pd e della Regione Emilia-Romagna ha attaccato il governo: “A tre mesi dall’alluvione ancora niente soldi”

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

Intervistato dal quotidiano La Stampa, il presidente del Pd e della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini, ha attaccato frontalmente il governo, lamentando l’assenza di contributi di sostegno a distanza di tre mesi dall’alluvione che ha devastato principalmente i territori della Romagna.

Un sostegno che non arriva

Sono passati tre mesi dall’alluvione che ha colpito i territori delle province di Bologna, Forli-Cesena, Modena, Ravenna e Ferrara, che tra esondazioni, rotture arginali e movimenti franosi ha devastato intere comunità e messo in ginocchio le industrie locali.

Stefano Bonaccini, presidente della Regione (e del Partito Democratico), ha steso un bilancio della situazione, che sembra però decisamente negativo: “Famiglie e imprese hanno bisogno di certezze per ripartire dopo l’alluvione e il governo non ne dà”.

La situazione a Conselice, comune della provincia di Ravenna, pochi giorni dopo l’alluvione che ha colpito buona parte dell’Emilia Romagna nel maggio di quest’anno

Bonaccini ha non poche critiche da muovere al governo, reo a suo dire di essersi mosso con “procedure sbagliate” non solo nella gestione immediata dell’alluvione, ma anche nei passaggi successivi che, indirettamente, sono ricaduti sulla popolazione colpita dal disastro, come avvenuto con il Pnrr e con il Reddito di cittadinanza.

I fondi assenti

Il primo punto che Stefano Bonaccini ha voluto chiarire è quello inerente i fondi per la ricostruzione: “Sono insufficienti quelli per la ricostruzione pubblica, assenti quelli per i privati. Ad oggi, dopo quasi tre mesi, i cittadini hanno ricevuto solo i primi 3 mila euro che come Regione, insieme alla Protezione civile nazionale, abbiamo stanziato con procedure spedite”.

Tremila euro che però, a detta dello stesso presidente della Regione, sono solo “un contributo di primo sostegno”. E che comunque non risolvono i problemi delle imprese, che al momento hanno ricevuto “nulla, e non sanno ancora come verificare e periziare i danni. Comuni, Province, Consorzi di Bonifica e Agenzia regionale di protezione civile non vedono un euro da settimane”.

E la responsabilità di questi ritardi, secondo Bonaccini, è senz’ombra di dubbio del governo, che a suo dire ha sottovalutato la situazione, senza dare peso a quello che dal primo momento era stato evidenziato come fattore cardine della ricostruzione: “il fattore decisivo è il tempo, perché i lavori per mettere insicurezza fiumi e frane e ripristinare le strade vanno fatti in estate. E perché famiglie e imprese hanno bisogno di certezze per ripartire”.

I problemi con il Pnrr e il Reddito

E al rammarico per l’assenza di raccordo con il governo, che secondo Bonaccini procede “senza alcun coordinamento con le Regioni interessate”, cosa che in altre situazioni avrebbe potuto creare enormi disastri, si aggiunge ora il problema della terza tranche del Pnrr, che è stata bloccata: “Ad oggi, il governo non ha attivato alcun confronto con le Regioni. Abbiamo saputo tutto dai giornali”.

“Registro poi che nel momento in cui l’intero Paese è devastato da eventi estremi e la mia terra è sconvolta dal dissesto – continua Bonaccini – il governo taglia proprio sugli investimenti per la difesa del suolo e la gestione delle alluvioni. E si taglia anche sulla sanità del territorio, come se la pandemia non ci avesse insegnato nulla. A me pare non solo sbagliato, ma anche incomprensibile.”

Un’ultima battuta poi sul Reddito di cittadinanza, sospeso per decine di migliaia di persone: “Ma si è mai vista l’interruzione di un servizio che avviene via sms? Lo credo che il governo sottovaluti questo passaggio. E sta scaricando sui Comuni il peso dell’assistenza sociale. Mi pare evidente che il vero obiettivo sia fare cassa, risparmiare. E la destra ha deciso di farlo partendo dai poveri”.

Fonte foto: ANSA

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