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Addio a Holer Togni, lo stuntman più famoso d'Italia: è morto a Milano, aveva 76 anni

Holer togni, lo stuntman più famoso d'Italia, aveva cominciato come trapezista per poi inventare lo show itinerante "Stunt Cars"

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Antonio Cardarelli

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione alla Sapienza e master in Giornalismo Digitale alla Pul di Roma, è giornalista professionista dal 2007. Ha lavorato come redattore in diversi quotidiani locali e, successivamente, ha ricoperto lo stesso ruolo per siti di informazione nazionali, per i quali ha anche seguito i canali social.

È morto a Milano Holer Togni, il re degli stuntman italiani. Aveva 76 anni ed era una vera e propria leggenda per gli appassionati di acrobazie con le auto. Il decesso è avvenuto lunedì 31 ottobre nel capoluogo milanese. A dare la notizia è stata la figlia Leyda.

Stunt Cars, lo show inventato da Holer Togni

Holer Togni, classe 1946, era cresciuto nella celebre famiglia circense muovendo i primi passi in pista come trapezista e cavallerizzo. La svolta arriva all’inizio degli anni ’70 quando, primo in Italia, lascia il circo per lanciare uno spettacolo con le automobili.

Nel 1971 nasce lo show itinerante “Stunt Cars”, che farà il pieno di pubblico in Italia e in Europa per i tre decenni successivi, arrivando a richiamare fino a un milione di spettatori all’anno in autodromi prestigiosi come quello di Monza.

Addio a Holer Togni, lo stuntman più famoso d’Italia

Lo spettacolo diventa famoso per i suoi numeri spettacolari, come per esempio le due ruote su auto, trattori e camion, accompagnato da temi musicali.

In pochi anni Holer Togni arriva ad essere lo stuntman più famoso d’Italia e viene chiamato spesso in tv e al cinema. Il suo spettacolo era diventato un classico del Motor Show di Bologna.

Una volta arrivò a convincere l’avvocato Gianni Agnelli a partecipare a uno dei suoi spettacoli a bordo di una Fiat 131. Nel 1995 Holer Togni è entrato nel Guinness dei Primati per aver guidato un tir inclinato su tre ruote.

Holer Togni insieme all’avvocato Gianni Agnelli

Il ricordo di Leyda, figlia di Holer Togni

“Mio padre – ha detto la figlia Leyda – vuole essere ricordato per quello che ha fatto, ha continuato a lavorare fino all’ultimo perché era un uomo di spettacolo, ce l’aveva nel sangue. Ci sono pochi personaggi come lui, forse solo zio Darix, il domatore di tigri: loro erano i più carismatici della famiglia”.

“Era avanti in tutto – ha proseguito – fu il primo a introdurre il pc nel circo, era molto curioso e aveva un grande talento con auto e camion”.

“Mi ha insegnato a vivere: oggi posso parlare e trovarmi di fronte a chiunque senza paura, perché so di cosa parlo. Stare con lui è stata una grande lezione di vita, papà mancherà tanto perché è tanta roba”, ha concluso la figlia di Holer Togni.

Fonte foto: ANSA

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