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CRONACA NERA

Yara Gambirasio, la lettera di Bossetti: "Ignorato e calpestato"

Massimo Bossetti ha scritto una lettera in cui ha ribadito le proprie posizioni e si è sfogato contro il sistema giudiziario

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Dopo il no della Corte d’assise alla richiesta di accedere ai reperti del processo che si è concluso con la condanna all’ergastolo di Massimo Bossetti per l’omicidio di Yara Gambirasio, a parlare ora è il diretto interessato. In una lettera trasmessa dalla trasmissione Quarto Grado, il muratore di Mapello ha ribadito ancora una volta la propria posizione.

“Mi sento non considerato, ignorato e calpestato“, ha esordito nel messaggio. “In tutto questo tempo non ho mai preteso né voluto essere assolto, vorrei solo poter garantire di dimostrare l’esatto contrario di ciò che dichiarano”.

Abbandonato da un importante diritto di difesa – scrive Bossetti – che qualunque singolo cittadino di questo Paese si aspetterebbe di avere per potersi difendere. Vorrei tanto che qualcuno si interfacciasse e mi spiegasse di come io possa difendermi senza darmi la possibilità, a maggior ragione chiudendomi tutte le porte”.

“Non ho mai preteso di essere innocente, ma ho chiesto a gran voce di poter ripetere questo benedetto esame scientifico”. Esame che, secondo la Corte d’assise, non sarebbe ripetibile ora.

Lo sfogo di Bossetti prosegue: “Questa giustizia non solo mi ha completamente rovinato la vita, ma mi ha pure strappato e portato via quasi tutto e continua a logorarmi. A oggi sono continuamente scaraventato da una parte a un’altra, è come se mi trovassi sull’orlo di un precipizio”.

Parole in linea con quelle dell’avvocato Claudio Salvagni, che la scorsa settimana ha scritto un lungo post su Facebook in cui esprimeva sconcerto per la decisione della Corte d’assise: “Cosa nascondono quei reperti e campioni di così tremendo? Cosa si vuole celare alla difesa? Perché negare pervicacemente qualcosa a cui eravamo già stati autorizzati? Perché questa paura della verità?”.

Fonte foto: ANSA
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