NOTIZIE
CULTURA E SPETTACOLO

Vittorio Sgarbi a Piazzapulita da Formigli si difende dalle accuse: "Non c'è alcun conflitto d'interesse"

Vittorio Sgarbi da Corrado Formigli a Piazzapulita risponde colpo su colpo a chi lo accusa di conflitto di interesse

Pubblicato:

Mauro Di Gregorio

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Approdato a QuiFinanza e Virgilio Notizie dopo varie esperienze giornalistiche fra Palermo e Milano. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Vittorio Sgarbi contro tutti: il sottosegretario alla Cultura, nell’occhio del ciclone per alcune rivelazioni giornalistiche sulle sue attività a pagamento nell’ambito di conferenze e presentazioni di mostre, è sceso nell’arena di Piazzapulita di Corrado Formigli per difendere operato e reputazione.

Vittorio Sgarbi da Corrado Formigli

Negli studi di La7 si è visto uno Sgarbi in tono minore: l’unico innalzamento dei decibel, rapido e fugace, si è registrato quando la voce del sottosegretario si è sovrapposta a quella del giornalista Alessio Lasta che non smetteva di incalzare.

Gli altri interlocutori: il direttore del Fattoquotidiano.it Peter Gomez e il politologo dell’Università di Bologna Gianfranco Pasquino.

Sgarbi sulle mostre e le conferenze

Nelle ore precedenti alla puntata Sgarbi aveva abbondantemente spiegato che non ha alcuna intenzione di dimettersi.

Sono due i motivi di preoccupazione per Sbarbi, al momento: l’indagine della magistratura per questioni fiscali e il fatto che il sottosegretario abbia effettuato attività private, profumatamente pagate, durante il suo mandato di governo.

A curare l’agenda privata di Sgarbi è la società Ars, che si occupa di trattare sui compensi.

Per il sottosegretario la questione non si pone: “Io racconto l’arte. Sono Sgarbi da più di 40 anni […]. Sono sottosegretario perché sono Sgarbi”. C’è dunque, secondo il suo giudizio, una commistione totale fra la persona, il personaggio e il ruolo.

E a chi fa notare che la Legge 215/2004 proibisce il lavoro autonomo in materie connesse con le cariche di governo, Sgarbi risponde snocciolando per intero il passaggio normativo secondo il quale il conflitto sorge esclusivamente quando chi adotta un atto di governo o omette un atto dovuto compie tale scelta per vantaggio personale.

“Io non adotto atti di governo e non ho omesso nulla“, dice Sgarbi.

Ma il conduttore avanza un’obiezione: “Se tu vai alla mostra organizzata dal Comune e ti fai pagare e poi anni dopo il sindaco chiede il patrocinio del ministero dei beni Culturali per una qualche attività, allora non si pone una questione di conflitto di interesse?”

La risposta di Vittorio Sgarbi: “Vengo sempre e solo pagato da aziende private”. E non solo: per il sottosegretario la questione è assimilabile a quella di chiunque, pur ricoprendo incarichi politici o di governo, guadagni denaro con la sua attività intellettuale.

“Chi pubblica un libro incassa i diritti d’autore – dice Sgarbi – e guadagna anche chi fa uno spettacolo a teatro o una conferenza. Il racconto è libertà di parola“.

Gli altri interlocutori, però, non sono convinti: Gomez ricorda che “quando uno decide fare politica sa che avrà onori maggiori rispetto alti altri cittadini, ma anche maggiori oneri” e dunque Sgarbi farebbe meglio a scegliere fra l’attività di governo e la partecipazione a pagamento agli eventi.

Concorda Pasquino che parla di un problema etico e di un chiaro caso di “conflitto di interessi”. “Uno dei cardini del liberalismo – ricorda il professore – è la separazione netta fra potere politico e potere economico”.

Intanto, dopo le polemiche, gli organizzatori di Miss Italia hanno ritirato l’invito a Sgarbi.

I debiti col Fisco

Sgarbi spiega poi di essersi trovato ad affrontare alcuni problemi con i pagamenti al Fisco (accumulando un debito di oltre 700mila euro) a causa di una serie di ricchi risarcimenti per diffamazione che ha dovuto versare nel corso del tempo.

“Pagherò e sto pagando, sono favorevole a pagare tasse“, replica Sgarbi a Peter Gomez che sostiene come sia un brutto segnale per la democrazia nominare al governo una persona che ha pendenze col Fisco.

La questione politica

Le cronache parlano di un ministro della Cultura Sangiuliano inviperito con Vittorio Sgarbi.

Raggiunto dalle telecamere di Piazzapulita, il ministro parla di “fatti molto gravi se confermati” e si riserva una valutazione più approfondita anche alla luce delle risultanze dell’Antitrust.

A Formigli che domanda se il caso Sgarbi abbia alzato l’asticella dello scontro fra Forza Italia e Fratelli d’Italia, il sottosegretario risponde negativamente, aggiungendo semplicemente che Sangiuliano e la Meloni attendono i rilievi dell’Antitrust.

Fonte foto: ANSA

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963