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Virus sinciziale nei bambini: quali sono i primi sintomi e cosa fare

Il virus sinciziale, che colpisce i bambini molto piccoli, continua a fare paura: ecco come riconoscerlo, come prevenirlo e come curarlo

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

In Italia, oltre al Covid, un altro virus sta spaventando i genitori dei bimbi più piccoli. Si tratta del virus sinciziale, che colpisce anche i neonati. Ha sintomi simili all’influenza, ma può sviluppare forme decisamente più gravi. Come riconoscerlo, come prevenirlo e come curarlo.

Virus sinciziale nei bambini: che cos’è e come si trasmette

Sul suo sito, l’ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma, dedica una pagina proprio al virus respiratorio sinciziale, anche noto come VRS.

Questo virus è descritto come “molto diffuso e contagioso”: come il virus dell’influenza, infatti, provoca epidemie annuali. Ecco le principali caratteristiche:

  • come si trasmette? Per via aerea: attraverso l’inalazione di goccioline generate da uno starnuto o dalla tosse o per contatto diretto delle secrezioni nasali infette con le membrane mucose degli occhi, della bocca o del naso;
  • qual è il periodo di maggior contagio? Da novembre ad aprile, con un picco nei mesi di gennaio, febbraio e marzo;
  • quanto dura il periodo di incubazione? Dai 4 ai 6 giorni

Virus sinciziale nei bambini: cosa può causare

Il virus colpisce l’apparato respiratorio e lo fa causando bronchiolite (infiammazione delle piccole vie aeree dei polmoni) e polmonite nei bambini sotto i 2 anni. In realtà può però infettare bimbi di qualsiasi età, anche se è più comune in quelli dai 2 agli 8 mesi. La maggior parte dei bambini è infettata almeno una volta nei primi 2 anni di vita, anche se non sempre in forma grave. Quella dei neonati, ovviamente, è la categoria maggiormente a rischio.

Questo vuol dire che possono essere infettati più volte dal VRS, poiché il primo contagio non comporta una immunità. Quelle successive, comunque, sono infezioni di norma più lievi.

Inoltre sembra accertato che l’infezione da VRS nel lattante sia collegata allo sviluppo di asma negli anni successivi.

Virus sinciziale nei bambini: quali sono i sintomi

Nei bambini con meno di 3 anni la malattia può estendersi verso le vie aeree inferiori e causare tosse e respiro sibilante. Ma quali sono i sintomi? Ecco i più comuni:

  • naso che cola, febbre, tosse;
  • apnea (brevi periodi senza respirare);
  • svogliatezza, apatia;
  • rifiuto dell’alimentazione;
  • wheezing (sibili durante la respirazione);
  • rientramenti della parete toracica;
  • respirazione rapida;
  • cianosi (colorito blu intorno alle labbra).

Virus sinciziale nei bambini: come si riconosce e come si previene

Il virus sinciziale somiglia molto all’influenza e si diffonde più o meno nello stesso periodo dell’anno: riconoscerlo, quindi, non è facilissimo. C’è un modo per rilevarlo: un test delle secrezioni respiratorie (tampone nasale o salivare).

Ma il VRS si può prevenire? Le linee guida internazionali e nazionali raccomandano che i bambini ad alto rischio, per elevata prematurità o presenza di malattie cardiache, polmonari o neuromuscolari e altre malattie debilitanti, ricevano il farmaco palivizumab per proteggerli dalle gravi complicazioni della malattia.

Si tratta di un anticorpo monoclonale somministrato mensilmente dal tardo autunno alla primavera con semplici iniezioni intramuscolari: non è un vaccino e non previene l’infezione, ma riduce la gravità della eventuale malattia e l’ospedalizzazione.

Virus sinciziale nei bambini: come si cura

Per ciò che riguarda invece la cura, al momento non ci sono farmaci specifici. Ci si basa però sul trattamento degli effetti del virus sul sistema respiratorio: è bene sottolineare che, trattandosi di una malattia di tipo virale, gli antibiotici sono totalmente inutili. Il trattamento dei sintomi nei casi più gravi può includere:

  • fornire ossigeno supplementare se vi è insufficienza respiratoria (saturazione ossigeno inferiore a 92%);
  • infondere liquidi per via endovenosa (per prevenire la disidratazione);
  • alimentare tramite un tubicino che dal naso va nello stomaco (gavage: quando il bambino non riesce a succhiare);
  • usare farmaci broncodilatatori per aerosol (per aprire le vie respiratorie);
  • impiegare farmaci antivirali (raramente, solo per bambini molto gravi o ad alto rischio).

Fonte foto: 123RF

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