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Virus mutato, "nuova infezione": cosa cambia. Parla Burioni

Per il virologo Burioni la mutazione del virus che gli ha consentito di diventare più contagioso potrebbe portare a "nuove forme" di infezione

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Roberto Burioni ha commentato in un lungo post su Facebook lo studio pubblicato su “Cell” che spiega come la versione “originale” del coronavirus sia stata sostituita da una versione mutata. “Se il virus è mutato – ha scritto il virologo – una cosa è certa: questa mutazione conviene al virus. Quale sia però questa convenienza non è facile capirlo”.

“Il virus mutato (chiamato G614) è apparso e si è diffuso da subito in Europa (nella seconda metà di febbraio) e ben presto ha preso il sopravvento – ha aggiunto Burioni -, tanto da diventare di gran lunga la forma dominante a livello mondiale”.

“Questo virus – secondo le evidenze citate da Burioni – raggiunge quantità maggiori nell’apparato respiratorio dei pazienti, che quindi potrebbero essere più contagiosi. Questo potrebbe spiegare, quanto meno in parte, la disfatta della versione originale e il trionfo della versione mutata. Non sembrano, invece, esserci correlazioni con la gravità del quadro clinico”.

La variante mutata in Italia “ha soppiantato quella originale, già dal primo marzo, ovvero nella fase iniziale dell’epidemia. Per fare un esempio, il primo paziente di Codogno già presentava questa variante che è diventata subito predominante nel nostro Paese. Tale variante – ha precisato Burioni – è ancora quella maggiormente presente qui da noi in questo momento”.

Le conclusioni di Burioni sono due: “La prima è che il momento in cui un virus si adatta a una nuova specie è caratterizzato da una grande instabilità: può mutare in nuove forme che possono velocemente cambiare le caratteristiche dell’infezione. Dobbiamo essere pronti a questa eventualità e tenere alta la guardia”.

L’altra conclusione a cui è giunto il virologo è che “in un mondo che esalta la perfezione, i virus invece sbagliano, sbagliano sempre. Ma siccome la natura seleziona per loro lo sbaglio più conveniente, alla fine fanno (quasi) sempre la cosa giusta. È facile giocare con successo al Superenalotto mettendo cifre a caso se qualcuno butta via le schedine dove abbiamo scritto i numeri sbagliati. Alla fine si vince comunque sempre”.

Fonte foto: Getty
Chi è Roberto Burioni, virologo e professore tra libri e ricerca

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