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Vaccini covid, Draghi al vertice Ue: pressing sulle aziende

Il premier Mario Draghi al Consiglio Ue spinge per accelerare la campagna vaccinale, senza sconti alle case farmaceutiche produttrici

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

La diffusione delle varianti del coronavirus preoccupa e la campagna vaccinale sta andando a rilento in quasi tutti i 27 Paesi Ue. Per questo bisogna cambiare passo, andando più speditamente, anche spingendo sulla produzione dei vaccini sul territorio europeo. È questa la posizione espressa dal premier Mario Draghi nel corso del Consiglio Ue.

Una linea, riporta il Corriere della Sera, condivisa da gran parte dei leader Ue riuniti in videoconferenza per due giorni per concordare una strategia e una linea d’azione comune nella lotta alla pandemia.

Il ritardo nella campagna vaccinale è comune a tutti i Paesi Ue, a causa dei tagli alle forniture e alle inadempienze delle case farmaceutiche. Per questo Draghi avrebbe invitato gli altri capi di Stato e di governo a non scusare le aziende che hanno disatteso gli accordi presi con la Commissione Ue.

Il premier avrebbe inoltre parlato della possibilità di dare priorità alla somministrazione della prima dose del vaccino, alla luce delle ultime evidenze scientifiche, seguendo l’esempio di quanto fatto nel Regno Unito.

Draghi ha inoltre espresso il sostegno a Covax, lo strumento Ue pensato per condividere il vaccino con i Paesi poveri, ma ha fatto notare come, visti i ritardi in Europa, non è il momento di fare donazioni del genere, anche per una questione di credibilità nei confronti dei cittadini europei.

Il vertice era iniziato con l’intervento del presidente del Parlamento europeo David Sassoli che ha rimarcato la necessità che le case farmaceutiche concedano le licenze dei vaccini per una produzione più diffusa.

Altro oggetto di discussione al Consiglio Ue, oltre alla campagna vaccinale, il tema delle frontiere e delle limitazioni agli spostamenti.

In particolare si è discusso del cosiddetto “passaporto vaccinale“, una sorta di patentino che attesti l’avvenuta vaccinazione anti Covid e che condeda ibertà di spostamento ai cittadini all’interno dei confini dell’Unione. Una soluzione questa che servirebbe da stimolo per la ripresa delle attività turistiche.

Fonte foto: ANSA
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