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Covid, proposta per razionare il vaccino: a chi spetterebbe prima

Il docente Stefano Vella della Cattolica di Roma ha spiegato che potrebbe essere necessario frazionare il vaccino anti Covid "come avviene in guerra"

Stefano Vella, docente di Salute globale dell’università Cattolica di Roma, ha spiegato che potrebbe essere necessario razionare ulteriormente le dosi vaccinali per garantire la copertura necessaria a combattere il coronavirus. Oggi in Italia “non ce la facciamo a fare 60 milioni di vaccini anti Covid, non abbiamo la quantità di vaccini per immunizzare tutti gli italiani. Quindi, come avviene in guerra, occorre frazionare“, ha dichiarato intervenendo ad Agorà, su Rai 3.

“Dobbiamo essere veloci nel vaccinare ora i pazienti fragili e gli oncologici. Vanno protette le categorie a rischio”, ha sottolineato. “Dobbiamo dire chi è che deve essere vaccinato per primo. Poi dobbiamo prendere tutte quelle persone che non sono anziane ma sono fragili, per esempio gli oncologici”, ha ribadito il professor Stefano Vella.

La capacità di produrre vaccini come quelli di Pfizer, Moderna e AstraZeneca ci sono anche in Italia, ha precisato l’infettivologo. “Ne siamo capaci, ma ci vuole tempo. Parliamo non di farmaci chimici ma biologici, e per produrli servono macchinari molto complessi“.

“Non è nemmeno un problema di brevetti“, ha dichiarato Vella ad Agorà. “Quelli si possono passare, come avvenne per l’Aids. La strada per adesso è quella degli accordi come quello stretto tra la Pfizer e altre grandi industrie, in grado di provvedere alla produzione”.

VirgilioNotizie | 25-02-2021 10:50

Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie Fonte foto: ANSA
Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie
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