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Vaccino AstraZeneca anche ai 65enni, ma dosi dimezzate all'Ue

Il vaccino di AstraZeneca potrà essere somministrato a chi ha più di 55 anni, ma comunque non oltre i 65. Ci saranno però nuovi tagli nelle forniture

Il Ministero della Salute ha pubblicato una circolare che alza da 55 a 65 anni l’età di chi potrà ricevere il vaccino anti-Covid di AstraZeneca. La decisione è stata presa dopo il parere della Commissione dell’Agenzia italiana del farmaco (Aifa) e, come sottolineato nella stessa circolare, arriva “da nuove evidenze scientifiche che riportano stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate”. Non solo buone notizie però provenienti dall’azienda anglo-svedese: lungo la serata di martedì 23 febbraio, l’agenzia Reuters, ha reso noto che Astrazeneca fornirà la metà dei vaccini – previsti da contratto – all’Ue nel secondo trimestre.

Vaccino AstraZeneca fino ai 65 anni: cosa dice la circolare del Ministero della Salute

La circolare diffusa dal Ministero della Salute è oltremodo chiara. Al suo interno è riportato che, “a seguito del parere del Comitato tecnico scientifico e dell’Agenzia italiana del farmaco” e alle “successive precisazioni del Consiglio superiore di sanità”, sarà possibile somministrare il vaccino AstraZeneca “nella fascia di età compresa tra i 18 e i 65 anni (coorte 1956), ad eccezione dei soggetti estremamente vulnerabili“.

La decisione è stata presa in seguito a “nuove evidenze scientifiche che riportano stime di efficacia del vaccino superiori a quelle precedentemente riportate, e dati di immunogenicità in soggetti di età superiore ai 55 anni, nonché nuove raccomandazioni internazionali tra cui il parere del gruppo Sage dell’Oms”.

Il documento porta la firma di Giovanni Rezza, attuale direttore generale della Prevenzione presso il Ministero della Salute, oltre ad essere un dirigente di ricerca dell’Istituto superiore di sanità.

Alle persone più anziane o fragili saranno sempre somministrati i vaccini a mRNA di Pfizer e Moderna.

AstraZeneca taglia la consegna delle dosi

AstraZeneca prevede di fornire meno della metà delle dosi di vaccino anti-Covid all’Unione europea, in riferimento al contratto stipulato, per quel che riguarda il secondo trimestre. Lo dichiara un funzionario dell’Ue alla Reuters. L’Uomo, che è uno dei protagonisti dei colloqui tra l’Ue e l’azienda anglo-svedese, ha riferito che AstraZeneca ha fatto sapere durante le riunioni interne che “avrebbe erogato meno di 90 milioni di dosi nel secondo trimestre”. L’impegno preso precedentemente vincolava il produttore di vaccini a fornire 180 milioni di dosi ai 27 Paesi nel secondo trimestre.

AstraZeneca e gli altri vaccini funzionano contro le varianti Covid?

La domanda che tantissime persone si pongono da settimane è se i vaccini funzionino contro le varianti.

La risposta è arrivata direttamente da Giorgio Palù nei giorni scorsi. Al Tg1, infatti, il presidente dell’Agenzia italiana del farmaco, ha dichiarato: “I vaccini funzionano sicuramente contro la variante inglese, un po’ meno contro quella sudafricana e brasiliana. Ma anche in questi casi sono in grado di proteggere da una infezione grave della malattia e dalla letalità”.

VirgilioNotizie | 23-02-2021 21:00

Cosa si sa oggi sui vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Sputnik Fonte foto: ANSA
Cosa si sa oggi sui vaccini Pfizer, Moderna, Astrazeneca, Sputnik
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