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Vaccini Covid in Italia: perché non li produciamo e li compriamo

L'Italia potrebbe iniziare a produrre i vaccini contro il coronavirus? Giovedì un vertice tra Mise e Farmindustria potrebbe fornire la risposta finale

Si va verso la produzione dei vaccini anti Covid anche in Italia. La proposta approda sul tavolo del ministero dello Sviluppo economico, con un vertice previsto per giovedì 25 tra il ministro Giancarlo Giorgetti e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi. Il rappresentante delle case farmaceutiche farà “il punto della situazione sulle possibilità di dare una mano”, come ha dichiarato all’Ansa. “Diremo al ministro come si produce un vaccino e quali sono i tempi. Un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare. Deve avere una bioreazione dentro una macchina che si chiama bioreattore. Insomma, non è che si schiaccia un bottone ed esce la fiala. Da quando si inizia una produzione passano dai 4 ai 6 mesi“.

Vaccini Covid in Italia: i nodi da sciogliere prima di produrli

Il nodo da sciogliere insieme al dicastero sono proprio i bioreattori, come ha spiegato anche Rino Rappuoli, coordinatore della ricerca sugli anticorpi monoclonali di Toscana Life Sciences e direttore scientifico di Gsk. Prima di avviare l’attività di produzione del vaccino anti Covid anche in Italia “bisogna intanto sapere che cosa si vuole produrre”, ha spiegato.

“Ci sono due fasi. La prima riguarda la produzione della sostanza, il vaccino stesso. Cioè produco l’Rna, la proteina o il virus dello scimpanzé, a seconda dei vaccini. Per farlo ci vogliono i bioreattori, ma in Italia non ci sono gli impianti”, ha dichiarato all’Ansa. “Solo Gsk li ha, ma non per il vaccino anti Covid, bensì per quello contro la meningite che è batterico. Reithera ce l’ha, ma non credo per fare milioni di dosi”.

“La seconda fase riguarda l’infialamento, e da noi molte aziende sono in grado di farlo”, ha continuato Rappuoli. “Se si pensasse per esempio di adattare i bioreattori di Gsk per la produzione di vaccini anti Covid, non si potrebbe immaginare un’operazione in quattro e quattr’otto. Tra l’altro questo significherebbe smettere di produrre il vaccino contro la meningite”.

Per costruire impianti con i biorettori, inoltre, bisogna “tenere conto che serve lo standard e l’approvazione prima dell’Ema e poi dell’Aifa,e i tempi non sarebbero brevi”. Tuttavia “ci potrebbe essere un’altra via, cioè il trasferimento in Italia della tecnologia già sviluppata da parte di Pfizer o AstraZeneca per esempio, e in questo caso ci vorrebbero dai 7 mesi a un anno. Mentre partendo da zero con gli impianti, per arrivare alla produzione, si impiegherebbero 2 anni”.

VirgilioNotizie | 22-02-2021 23:56

Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie Fonte foto: ANSA
Un anno di Covid: a che punto siamo tra vaccini e terapie
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