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CRONACA NERA

Trovata morta la scrittrice Stefania Elena Carnemolla: l'omicidio e il sucidio tra le piste investigative

La giornalista e scrittrice siciliana è stata trovata morta nella sua casa in Montenegro, e le autorità stanno passando al vaglio diverse ipotesi

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Mirko Ledda

EDITOR E FACT CHECKER

Scrive sul web da 15 anni, muovendo i primi passi come ghost writer e facendo attività di debunking delle notizie false. Si occupa principalmente di pop economy, con particolare attenzione ai temi legati alla tecnologia e al mondo digitale, all'industria alimentare e alla sanità.

Una storia tragica, quella di Stefania Elena Carnemolla, 53 anni, giornalista e scrittrice originaria di Marina di Ragusa. La donna è stata trovata morta la settimana scorsa, il 24 maggio, nella sua casa a Podgorica, nel Montenegro, dove viveva da diverso tempo. Sulle cause del decesso stanno indagando le autorità locali, con cui è in contatto la Farnesina.

Il rapporto difficile con la famiglia

Tutte le piste al momento sono aperte, a iniziare da quella del suicidio, passando per la morte naturale e l’omicidio.

“Spero che adesso finalmente avrà trovato la pace che cercava – ha dichiarato Giusy Carnemolla al Corriere della Sera – un’amica, sensibile e raffinata, che amava fino allo stremo la Sicilia“.

Ma con la sua terra Stefania Elena Carnemolla si era scontrata numerose volte. La 53enne aveva infatti lasciato l’isola più di 20 anni fa, dopo la morte della mamma Lina e la rottura dei rapporti con il resto dei parenti a causa della sua omosessualità.

Fu la pubblicazione di un libro sulla storia della sua famiglia, e in particolare sulla figura di sua nonna, a segnare la rottura definitiva con la sua terra natale.

Il ritrovamento del manoscritto perduto

Nel 1993, quando era solo una studentessa di Linguistica e filologia all’Università di Pisa, la futura scrittrice si mise sulle tracce del manoscritto in italiano mai pubblicato del “Diwan” del poeta arabo Ibn Hamdis, nato a Siracusa nel 1056 e vissuto a Noto.

La raccolta di oltre 6 mila versi era stata tradotta dall’orientalista Celestino Schiaparelli all’inizio del ‘900. Stefania Elena Carnemolla la rintracciò a Roma, abbandonata in un archivio dimenticato dell’Università La Sapienza di Roma.

La brillante carriera come giornalista e scrittrice

Dopo la laurea a Pisa si trasferì come borsista in Portogallo, poi in Svizzera. E da lì continuò a viaggiare per tutta la vita, scrivendo articoli, libri e reportage su vari argomenti, da Joseph Conrad al naufragio del Titanic.

Nell’ultimo periodo scriveva su Tiscali. Nel suo curriculum anche un film documentario con la tv bielorussa e il premio giornalistico Raccontare la biodiversità.

Aveva inoltre partecipato al libro corale “Ai tempi del virus, 100 firme tra sentimenti e realtà per raccontare i mesi della pandemia e le sofferenze del lockdown”.

Aggiornamento del 5/6/2022

Giusy Carnemolla, citata nell’articolo, ha contattato la nostra redazione per specificare che tra lei e Stefania Elena Carnemolla non c’è alcun rapporto di parentela: “Non sono una parente. La mia testimonianza si basa su un rapporto di conoscenza”.

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