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Test sierologico coronavirus: è affidabile? Perché l'Oms frena

Ranieri Guerra, vicedirettore dell'Oms, ha dichiarato: "Scordatevi che ci sia la patente di immunizzato"

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il vicedirettore dell’Oms Ranieri Guerra, interpellato durante la conferenza della Protezione civile dell’8 aprile in merito al test sierologico, ha dichiarato: “Il ministro Speranza sta individuando la procedura per individuare un test affidabile. Un test certo al 100% non esiste. Scordatevi che ci sia la patente di immunizzato. Ci potrebbe essere viceversa la patente di non contagiato, e quindi la patente di vulnerabilità. Chi è vulnerabile va protetto e credo che su questo nessuno abbia dubbi. Come proteggerlo? Questo è il tema”.

Coronavirus, dove si fa il test sierologico in Italia

L’esperto dell’Oms ha mostrato scetticismo sulla possibilità di istituire la cosiddetta patente di immunità, per permettere ad alcune aziende di riaprire per risollevare la situazione economica in Italia. Ma alcune Regioni sembrano muoversi diversamente.

In Toscana, come riporta l’Ansa citando il governatore Rossi, è partita la sperimentazione con i test sierologici. Anche il Veneto ha annunciato attraverso le parole del presidente Luca Zaia di voler conferire la patente di immunità a chi possiede gli anticorpi al coronavirus.

E nel frattempo, l’azienda Diasorin ha già realizzato in vitro un test sierologico che si svolge come un normale prelievo del sangue, ed è in attesa della certificazione Ce.

Coronavirus, test in corso di validazione dall’Iss

Secondo quanto riferisce Il Messaggero, l’Istituto Superiore di Sanità sta valutando l’attendibilità di un test che individua gli anticorpi al coronavirus nel sangue, distinguendo IgM da IgG: nel primo caso il paziente potrebbe ancora essere infetto, nel secondo il paziente è guarito e immunizzato ma non è chiaro per quanto tempo.

La strategia dovrebbe partire a maggio, per delineare un quadro generale del Paese in merito agli effettivi contagi. Alcuni studi hanno infatti ipotizzato che i contagiati possano essere molti di più di quanti sono resi noti dai dati ufficiali, che non tengono conto degli asintomatici.

Ma i risultati attesi potrebbero differire di molto, da regione a regione. Stando a quanto riporta Il Messaggero, l’epidemiologo dell’Università di Pisa, Pierluigi Lopalco, ha dichiarato: “Non mi aspetto risultati rilevanti, se non in quelle regioni in cui il virus è circolato molto. In Puglia abbiamo cominciato a fare i test sierologici in un ospedale, su 500 operatori sanitari solo l’1 per cento aveva gli anticorpi. Non credo che avremo risultati che ci daranno indicazioni chiare sulle riaperture“.

Fonte foto: ANSA
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