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Spia russa smascherata in Olanda e arrestata: voleva infiltrarsi nella Corte penale internazionale

Scovata in Olanda una spia russa: aveva l'obiettivo di scoprire presso l'Aia documenti riservati sui crimini di guerra in Ucraina

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Si era costruito una falsa identità, facendosi chiamare per 12 anni Viktor Muller Ferreira. In realtà il suo vero nome è Vladimirovich Cherkasov: agente del Gru, l’intelligence di Mosca, aveva ormai imparato a raccontare a memoria la sua finta vita sotto copertura in Occidente.

In giro diceva di essere brasiliano, originario di Niteroi. Ad aprile qualcosa è però andato storto: la spia russa è stata infatti smascherata dopo essere arrivata in Olanda. A renderlo noto sono stati i servizi segreti dei Paesi Bassi.

Il piano della spia russa

Secondo quanto è emerso, Cherkasov, 36 anni, era approdato in Olanda per portare avanti il suo nuovo piano dopo un periodo “dormiente”: si sarebbe dovuto infiltrare alla Corte penale internazionale dell’Aia come lavoratore interno.

Lì si era infatti candidato per una posizione da tirocinante. La missione segreta è tuttavia fallita perché ad attenderlo in Olanda c’erano gli agenti del controspionaggio, che lo avevano ormai già scoperto.

Come riportato dal Corriere della Sera, secondo gli 007 occidentali la spia era probabilmente stata inviata da Mosca per scoprire eventuali documenti riservati legati agli eccidi in Ucraina dopo lo scoppio della guerra e, forse, per inquinare le prove.

La finta vita di Cherkasov

Vladimirovich Cherkasov si era trascritto su carta una vera e propria biografia fasulla da recitare. Non aveva tralasciato niente, inserendo tutti i particolari possibili: l’infanzia complicata, i problemi familiari, i ricordi della scuola, la zia che lo ha cresciuto, i primi lavori e le passioni.

Si era addirittura inventato che quando era studente lo chiamavano “Gringo” perché pensavano fosse tedesco. E non mancava l’aspetto social: aveva creato sia un account Twitter che Facebook per evitare di sollevare possibili sospetti e apparire una persona come le altre.

Il fine era quello di riuscire soddisfare le domande sul suo passato e fornire una ricostruzione credibile. Grazie all’espediente, Ferreira alias Cherkasov sarebbe riuscito a passare interi periodi tra gli Stati Uniti e l’Europa.

Il fatto che l’operazione di segretezza sia durata per più di 10 anni andrebbe a testimoniare la buona riuscita dell’investimento dell’intelligence russa.

La reazione della Russia

Non è chiaro come gli 007 occidentali siano riusciti a scoprirlo, né da quanto tempo lo monitorassero. Sta di fatto che il suo castello di finzione è crollato in un batter d’occhio.

Dopo l’arresto, Cherkasov è stato espulso dall’Olanda e poi rinchiuso in un carcere del Brasile.

Il capo dell’agenzia di intelligence dei Paesi Bassi, Erik Akerboom, ha spiegato che l’operazione di spionaggio è stata classificata come “una minaccia di alto livello”.

Intanto da Mosca hanno fatto sapere che la Russia non è coinvolta in alcun modo nella vicenda. Ma all’espulsione dell’agente segreto dall’Olanda hanno risposto espellendo a loro volta una quindicina di diplomatici dei Paesi Bassi.

Fonte foto: ANSA

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