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Sentenza Tar Lazio su visite fiscali annulla decreto Madia-Poletti: differenze pubblico-privato illegittime

La sentenza del Tar del Lazio annulla il decreto Madia-Poletti sulle visite fiscali, con orari che attualmente penalizzano i dipendenti pubblici

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Gabriele Silvestri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, esperto di media, scrive di cronaca, politica e attualità. Laureato in comunicazione alla Sapienza, si è affermato come autore e conduttore di TG e programmi giornalistici. Collabora con diverse redazioni online, emittenti televisive e radiofoniche.

Il Tar del Lazio ha emesso una sentenza significativa riguardo alle visite fiscali per i dipendenti pubblici e privati. La decisione del Tribunale Amministrativo Regionale ha annullato il decreto Madia-Poletti, il quale regolamentava gli orari di reperibilità e le modalità delle visite di controllo per i dipendenti pubblici in caso di assenza per malattia. La sentenza è stata accolta con favore dalla Uilpa Polizia Penitenziaria, il cui segretario generale, Gennarino De Fazio, ha annunciato la vittoria legale. In sintesi, questa decisione ha stabilito che non ci possono essere differenze negli orari delle visite fiscali tra i dipendenti pubblici e privati.

Le differenze fra pubblico e privato

La sentenza è stata pubblicata il 3 novembre e sostanzialmente porta all’acclarazione dell‘illegittimità della normativa che regolamenta le fasce orarie di reperibilità e le modalità delle visite di controllo per i dipendenti pubblici assenti per malattia.

Come annunciato dal segretario generale della Uilpa Polizia Penitenziaria, Gennarino De Fazio, il Tar ha accolto integralmente le argomentazioni del sindacato presentate dall’avvocato Lorenzo di Gaetano.


La sentenza del Tar del Lazio annulla il decreto Madia-Poletti sulle visite fiscali, con orari diversi fra pubblico e privato

La disparità negli orari

Attualmente il personale medico incaricato dall’Inps può effettuare visite al lavoratore presso il domicilio indicato nel certificato di malattia, con un’importante differenza.

Per i dipendenti pubblici, le visite possono avvenire tra le 9 e le 13, nonché tra le 15 e le 18, quindi complessivamente per 8 ore su 24. Nel caso dei lavoratori del settore privato, le fasce orarie valide sono invece più ridotte: la visita può avvenire dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19, per un totale di sole 4 ore.

Violata la Costituzione

“La mancata armonizzazione della disciplina delle fasce orarie di reperibilità” ha commentato De Fazio “ha fra l’altro determinato una disparità di trattamento del tutto ingiustificata fra i dipendenti pubblici e quelli del settore privato, considerato che un evento come la malattia non può essere trattato diversamente a seconda del rapporto di lavoro intrattenuto dal personale che ne viene colpito”.

“Ne è quindi derivata la violazione dell’art. 3 della Costituzione, non essendo rispettato il principio di uguaglianza” ha spiegato il sindacalista.

Il commento di De Fazio

De Fazio ha sottolineato come la decisione del Tar accenda la luce sulle condizioni di disparità nella gestione dei dipendenti pubblici da parte dello Stato, rispetto a quanto avviene nel settore privato.

“La sentenza sancisce una volta in più che i dipendenti pubblici continuano a essere bistrattati e discriminati e che lo Stato va annoverato fra i peggiori datori di lavoro del Paese” ha commentato.

“Ora continueremo a seguire la vicenda auspicando che si risolva definitivamente, come sarebbe doveroso, per mano politica e via amministrativa, con la riscrittura del decreto ministeriale fedele alla delega di legge, e non ancora in un’aula di giustizia» ha concluso De Fazio.

Fonte foto: IPA

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