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RITIRO PRODOTTI ALIMENTARI

Salame ritirato dai supermercati, contiene salmonella: quali danni causa all'organismo e quali sono i sintomi

Lotto di salame ritirato dai supermarket per la presenza di salmonella, cosa fare se si è acquistato e quali sono i sintomi

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Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Rischio microbiologico. Il lotto di una nota marca di salame, la Fumagalli, è stato ritirato a causa della presenza di salmonella. Cosa fare se si è acquistato il prodotto e, soprattutto, a quali sintomi prestare attenzione se si è già consumato. L’invito del Ministero della Salute, comunque, è quello di avvertire immediatamente il medico di famiglia.

Qual è il prodotto oggetto di richiamo

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro e il richiamo di tutte le confezioni di salame ‘Pic Nic’ da 200 grammi circa di Fumagalli Industria Alimentari S.p.A. 

Lo stabilimento ha sede in via Briantea 18, a Tavernerio, in provincia di Como.

Il salame ritirato dai supermercati perché contenente salmonella

La data di scadenza non risulta presente, secondo quanto riferito dal Ministero della Salute.

Il lotto oggetto di contaminazione è il numero 229137, con marchio di identificazione dello stabilimento/del produttore CE IT 92L. Se le informazioni sulla confezione corrispondono a quelli qui segnalati, bisogna riportare il prodotto in negozio e chiedere l’eventuale rimborso.

Perché il salame è stato ritirato

Il Ministero della Salute ha segnalato la presenza di salmonella nel salame oggetto di richiamo.

Tra le avvertenze sono rivolte a coloro che hanno già consumato il prodotto e presentano i seguenti sintomi:

  • diarrea;
  • vomito;
  • dolori addominali;
  • nausea;
  • mal di testa;
  • febbre.

Chi presenta questi sintomi è invitato a consultare urgentemente il proprio medico di famiglia, segnalando ovviamente il prodotto consumato.

Cos’è la salmonellosi

Come spiegato dal Ministero della Salute, la salmonellosi è una delle più frequenti patologie di origine alimentare nell’uomo.

Gli alimenti di origine avicola, uova e prodotti, in particolare, risultano essere le principali cause di infezione.

Le salmonellosi colpiscono mammiferi, uccelli, rettili e anfibi. I carnivori sono poco ricettivi.

Nell’uomo si manifesta perlopiù come enterocolite (infiammazione del tratto digestivo che coinvolge l’enterite dell’intestino tenue e la colite del colon).

Quali sono i rischi della salmonella

La salmonella è l’agente batterico più comunemente isolato in caso di infezioni trasmesse da alimenti. Se ne conoscono oltre 2 mila varianti.

Secondo l’Istituto superiore di sanità, sono particolarmente suscettibili all’infezione da salmonella i soggetti:

  • affetti da acloridria (disfunzione dell’apparato digerente, consistente nell’assenza di acido cloridrico nel succo gastrico) e da malattie neoplastiche;
  • in terapia con farmaci anti-acido, in pregressa o concomitante terapia antibiotica ad ampio spettro, e/o in terapia immunosoppressiva;
  • che hanno subito interventi chirurgici a carico dell’apparato gastrointestinale.

La gravità della malattia è in relazione al sierotipo infettante, al numero di microrganismi ingeriti e a fattori di resistenza del paziente.

Soggetti a rischio sono:

  • anziani;
  • bambini;
  • donne in gravidanza;
  • individui affetti da anemia falciforme;
  • individui affetti da Hiv (per questi ultimi l’infezione da salmonella si manifesta anche con ricorrenti episodi di setticemia non tifoidea).

Fonte foto: 123RF

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