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RITIRO PRODOTTI ALIMENTARI

Salame Nostrano ritirato per Listeria dai supermercati: tutti i lotti richiamati dal Ministero della Salute

Salame Nostrano ritirato dagli scaffali dei supermercati per presenza di Listeria: quali sono i lotti e cosa fare in caso di acquisto

Pubblicato:

Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Rischio microbiologico. Il Ministero della Salute ha reso noto di aver richiamato del salame dai supermercati. Si tratta del Nostrano (anche la versione con aglio) e il motivo è la presenza, in due lotti, del batterio Listeria Monocytogenes. Ecco cosa fare nel caso in cui si siano acquistate le confezioni nei supermercati e quali sono i rischi nel caso si sia consumato il prodotto in questione.

Quali sono i lotti con la Listeria

Il Ministero della Salute ha disposto il ritiro di due lotti (compreso quello con la variante dell’aglio), considerato a rischio microbiologico, il 13 aprile 2024: riscontrata la presenza del batterio Listeria monocytogenes.

Quello che si sa è che il marchio di identificazione dello stabilimento è Salumificio F.lli Scapocchin S.R.L. e che il salame è stato prodotto dall’omonimo salumificio, precisamente nello stabilimento di Camposampiero, in provincia di Padova. I lotti di produzione ritirati sono:

  • 164/24;
  • 165/24.

Uno dei salami ritirati per rischio microbiologico

Tutte le confezioni del lotto vanno da 600 grammi agli 800 grammi, e sono vendute a peso.

Cosa fare se si è acquistato il salame ritirato

Se avete acquistato uno dei prodotti dei lotti in questione, la raccomandazione delle autorità sanitarie è di non consumarne il contenuto.

Anzi, va riportato al punto vendita per richiederne la sostituzione o il rimborso.

Cosa si rischia con la Listeriosi

Tutti i dettagli sull’infezione da batterio Listeria monocytogenes – Listeriosi – sono riportati sul sito del Ministero della Salute.

Si tratta di un batterio molto diffuso nell’ambiente, in grado di resistere anche alle basse temperature.

Il rischio infezione riguarda soprattutto i soggetti fragili: donne incinte, anziani, neonati e persone immunodepresse, che potrebbero sviluppare una forma grave della malattia a prescindere dalle quantità di cibo contaminato ingerito.

Il consiglio è consumare i cibi dopo la cottura, visto che il batterio non sopravvive, e soprattutto tenerli separati da altri cibi durante le fasi di preparazione: il batterio, infatti, può comunque contaminare cibi già cotti.

Gli alimenti a rischio sono diversi, tra cui:

  • latte
  • verdura
  • formaggi molli
  • carni poco cotte
  • insaccati poco stagionati

Fonte foto: 123RF

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