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POLITICA ESTERA

Minaccia di attacco nucleare russo sventata dagli Usa in Ucraina nel 2022: le rivelazioni della Cnn

Secondo le rivelazioni della Cnn, alla fine del 2022 gli Usa avrebbero scongiurato il rischio di un attacco nucleare in Ucraina da parte della Russia

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Gli Stati Uniti avrebbero scongiurato un potenziale attacco nucleare da parte della Russia in Ucraina alla fine del 2022. Lo ha rivelato la Cnn citando due alti funzionari dell’amministrazione americana. Due anni fa, infatti, gli Usa avrebbero iniziato a “prepararsi rigorosamente” per fronteggiare il rischio del lancio di un’arma nucleare da parte dell’esercito di Mosca.

Le rivelazioni della Cnn

I dettagli sul rischio di attacco atomico della Russia in Ucraina sono riportati nel libro del giornalista della Cnn, Jim Sciutto, che nel 2022 aveva già parlato della preoccupazione dei funzionari americani sull’utilizzo da parte del Cremlino di un’arma nucleare tattica.

Nella pubblicazione del reporter dell’emittente americana, viene rivelato come in quel periodo la pianificazione di emergenza sul rischio nucleare fosse arrivata a livelli senza precedenti e come i funzionari più in alto grado dell’amministrazione Biden fossero sempre più allarmati dalla situazione.

Esposizione del modello in scala della bomba Tsar, l’arma nucleare più potente mai creata, a Mosca

Il potenziale attacco nucleare della Russia

“Dovevamo pianificare in modo da essere nella migliore posizione possibile nel caso in cui questo evento, non più impensabile, si fosse effettivamente verificato”, ha dichiarato uno degli altri funzionari citati da Sciutto, spiegando che dalla fine dell’estate all’autunno del 2022, il Consiglio di sicurezza nazionale ha convocato una serie di riunioni per mettere in atto piani di emergenza “nel caso in cui ci fosse un’indicazione molto chiara che i russi stavano per fare qualcosa, attaccare con un’arma nucleare”.

Durante quella fase della guerra in Ucraina, l’esercito di Mosca stava subendo l’avanzata delle forze ucraine verso Kherson, una dei più grandi risultati militari ottenuti dal Cremlino dall’inizio dell’invasione.

La controffensiva di Kiev avrebbe sfiorato la riconquista della città, rischiando di sferrare un pesante colpo a tutta l’operazione e, secondo l’amministrazione Usa, una perdita così significati potesse essere un “potenziale fattore scatenante” per l’uso di armi nucleari, come minacciato più volte dallo stesso Putin.

Il rischio nucleare sventato dagli Usa

Secondo quanto riportato da Sciutto, citando le fonti dell’amministrazione Usa, il timore tra i vertici dello staff di Biden “non era solo ipotetico ma si basava anche su alcune informazioni che avevamo raccolto”.

I funzionari statunitensi non avrebbero però avuto informazioni chiare sullo spostamento di ordigni atomici da parte della Russia sul territorio ucraino. Questo perché, a differenza delle bombe strategiche, le armi nucleari tattiche possono essere trasportata con facilità di nascosto e possono essere sparate da sistemi convenzionali già presenti sul campo di battaglia.

“Se avessero avuto intenzione di usare un’arma nucleare tattica, in particolare una a bassissima potenza e di usarne solo una o un numero molto ridotto, non era chiaro al cento per cento”, ha detto ancora l’alto funzionario americano.

Per scongiurare il rischio di un attacco atomico, l’amministrazione Usa si mosse a più livelli con gli alleati e altri Paesi in modo da intercedere con la Russia. Tra questi, furono coinvolte anche la Cina e l’India per scoraggiare Mosca dal mettere in atto qualsiasi iniziativa del genere.

Secondo quanto ricostruito dal Sciutto, il Segretario di Stato Antony Blinken comunicò le preoccupazioni degli Stati Uniti al Ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov, mentre il capo dello Stato Maggiore, il generale Mark Milley, chiamò il suo omologo russo, il generale Valery Gerasimov, e il presidente Joe Biden inviò il direttore della CIA Bill Burns a parlare con Sergey Naryshkin, il capo dei servizi segreti russi, in Turchia, per comunicare le preoccupazioni degli Usa e valutare le intenzioni russe.

Fonte foto: ANSA

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