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Mes, il governo Meloni frena sulla ratifica. Renzi attacca: "Contro gli interessi degli italiani"

Scoppia il caso Mes: Matteo Renzi attacca il governo dopo la frenata del ministro Giorgetti sulla ratifica del trattato

Pubblicato:

Marco Vitaloni

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di politica e con una passione per tecnologia e innovazione, scrive quotidianamente di cronaca e attualità. Marchigiano, studi in Comunicazione, collabora con diverse realtà editoriali locali e nazionali.

Il governo Meloni ha incassato l’ok, con riserva, della Commissione europea sull’impianto della manovra economica prevista con il Documento Programmatico di bilancio. Scoppia però il caso Mes, il Meccanismo europeo di stabilità la cui riforma è stata ratificata da tutti i Paesi membri ad eccezione dell’Italia.

Mes, il governo Meloni frena sulla ratifica

A scatenare le polemiche le parole pronunciate dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti durante il question time di ieri di alla Camera. 

“Siamo coscienti dell’impegno assunto dall’Italia e che allo stato tutti gli altri aderenti abbiano proceduto alla ratifica”, ha detto Giorgetti, ma ora “emerge con chiarezza la necessità che la decisione di procedere o meno alla ratifica del Trattato sia preceduta da un adeguato e ampio dibattito in Parlamento, anche tenuto conto di quanto emerso dal recente atto di indirizzo approvato dalla Camera”.

 Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti

Secondo Giorgetti “l’impianto attuale del trattato istitutivo appare non tenere conto del diverso contesto di riferimento e appare opportuno che siano valutate modifiche relative al contenuto del meccanismo”.

Parole ben diverse da quelle pronunciate dal ministro dell’Economia a inizio novembre, quando aveva dichiarato di attestarsi “sulle posizioni del precedente governo di cui facevo parte”.

L’esecutivo guidato da Mario Draghi, che aveva espresso il suo sì alla riforma del Meccanismo europeo di stabilità e aveva impegnato l’Italia alla ratifica.

Mes, Renzi all’attacco del governo

Luigi Marattin, deputato di Italia Viva, ha definito “gravi” le parole di Giorgetti sul Mes, affermando che “ratificare il trattato non significa aderire al Mes, significa rispettare un impegno internazionale preso da un governo, il Conte I, del quale peraltro Salvini era vicepremier”.

La frenata del governo Meloni sulla ratifica del Mes è stata duramente criticata anche dal leader di Italia Viva Matteo Renzi.

“Dire no al Mes significa andare contro l’interesse degli italiani. E chiunque abbia a che vedere con la sanità sa che i soldi del Mes sanitario servono come il pane. Sì al Mes, subito”, ha twittato Renzi.

Cosa è il Mes

Conosciuto anche con il nome di Fondo salva-Stati, il Meccanismo Europeo di Stabilità (Mes) è un’istituzione intergovernativa dotata di un capitale di circa 700 miliardi di euro che entra in funzione per sostenere i Paesi membri in difficoltà economica, ma con alcune condizioni.

Si tratta di un’istituzione intergovernativa, con sede in Lussemburgo, che non è sottoposta alla legislazione dell’Unione europea ma a quella internazionale.

Il Mes è stato creato nel 2012, come risposta agli effetti della crisi finanziaria internazionale che ha messo in ginocchio Grecia, Cipro, Irlanda e Portogallo e messo in pericolo la tenuta dell’intera economia dell’Eurozona.

Ogni paese membro ha sottoscritto una propria quota, versando un proprio contributo: l’Italia, come Francia e Germania, ha sottoscritto una quota di circa 125 miliardi di euro.

La funzione principale del Mes è dare un sostegno economico ai paesi membri in difficoltà, emettendo prestiti e comprando titoli.  In cambio degli aiuti però viene chiesta la promessa di riforme economiche e fiscali da parte dei paesi richiedenti.

Fonte foto: ANSA

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