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Il femminicidio di Sara Buratin pianificato da Alberto Pittarello? Quali sono gli indizi e i dubbi sul caso

Alberto Pittarello aveva pianificato il femminicidio di Sara Buratin? I dubbi degli inquirenti e gli indizi sull'ex compagno

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Luca Mastinu

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, scrive di cronaca nera e attualità. Muove i primi passi nel fact checking per poi appassionarsi al mondo dell'informazione. Collabora con altre testate e siti web, esperto di musica.

Alberto Pittarello aveva pianificato il femminicidio della ex compagna Sara Buratin? È ciò che si chiedono gli inquirenti nelle ore immediatamente successive all’identificazione del corpo dell’uomo ripescato dalle acque del fiume Bacchiglione a Bovolenta (Padova). Il suo furgone, invece, è ancora immerso.

La 41enne è stata trovata morta il 27 febbraio da sua madre nell’abitazione di quest’ultima. A uccidere la 41enne sono state 20 coltellate. Subito dopo il ritrovamento del cadavere le forze dell’ordine si erano messe sulle tracce di Alberto Pittarello, 39enne ex compagno della vittima, che si era reso irreperibile. Fino al ritrovamento del furgone e del cadavere dell’uomo.

A far pensare ad un femminicidio pianificato sono tre elementi. Il primo è il giorno di ferie che Pittarello avrebbe preso dal suo lavoro come tecnico di caldaie proprio nella data in cui è morta Sara Buratin; il secondo è una telefonata che il 39enne avrebbe fatto alla suocera per sapere se sua figlia fosse in casa.

Il terzo è un coltello da escursionista, forse acquistato poco prima e rinvenuto sul luogo in cui è stata uccisa l’ex compagna. A uccidere Sara Buratin sarebbero state soprattutto le coltellate inferte tra la nuca e il collo, le prime dell’aggressione e dalle quali la 41enne non è riuscita a difendersi.

Fonte foto: ANSA

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