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CRONACA NERA

Giudice Giorgia Castriota corrotta a Latina: incarichi per soldi, gioielli e abbonamento allo stadio Olimpico

Insieme alla 45enne, arrestate altre due persone. La giudice distribuiva incarichi ad amici in cambio di soldi, gioielli e abbonamento allo stadio

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

A seguito di un’inchiesta della Procura di Perugia è stata arrestata nella mattinata di giovedì 20 aprile la gip di Latina Giorgia Castriota, insieme al collaboratore nell’ambito di procedure di amministrazione giudiziaria, Silvano Ferraro. Ai domiciliari anche una collaboratrice e amica della gip.

L’arresto di Giorgia Castriota

Le misure cautelari, eseguita dalla Guardia di Finanza di Perugia, sono state eseguite nella mattina di giovedì 20 aprile, dopo essere state disposte dalla Procura del capoluogo umbro.

In carcere sono finiti la giudice per le indagini preliminari di Latina, la 45enne Giorgia Castriota, originaria di Cosenza, e un suo collaboratore nell’ambito di procedure di amministrazione giudiziaria, Silvano Ferraro, con il quale pare ci sarebbe anche un rapporto extra-lavorativo.

La zona nella quale si trova il tribunale di Latina, nei pressi del centro cittadino

Per i due, le accuse sono a vario titolo di corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio, corruzione in atti giudiziari e induzione indebita a dare o promettere utilità. Ai domiciliari invece un’amica e collaboratrice della gip, Stefania Vitto.

L’indagine che ha portato agli arresti

L’indagine che ha portato agli arresti è partita a seguito della denuncia di un imprenditore, rappresentante legale pro tempore di alcune società, sotto sequestro per reati tributari nell’ambito di un’inchiesta portata avanti proprio dalla Procura di Latina.

L’imprenditore aveva denunciato “condotte non trasparenti e irregolarità nella gestione dei compendi aziendali”, facendo quindi scattare le indagini che, in poco tempo, hanno appurato la presenza di rapporti molto stretti tra la gip, Ferraro e Vitto.

Soprattutto grazie a numerose intercettazioni, dalle quali è emersa “l’esistenza di una rete di rapporti amicali e di frequentazione fra i vari soggetti che, all’interno dell’amministrazione giudiziaria, hanno percepito e stanno tuttora percependo compensi particolarmente cospicui”.

Incarichi in cambio di favori

Come riportato dalla Guardia di Finanza, la gip avrebbe nel tempo conferito incarichi “al di fuori di qualsiasi criterio oggettivo e soprattutto in contrasto con il divieto di assumere il ruolo di amministratore giudiziario e coadiutore da parte di coloro che hanno, con il magistrato che conferisce l’incarico, una assidua frequentazione”.

Inoltre, secondo il gip di Perugia, si sarebbe venuto a creare un “chiaro quadro di accordo corruttivo e di vendita della funzione”, con i consulenti che dividevano con la Castriota i proventi delle attività irregolari, spesso elargiti sotto forma di contributo mensile e regali.

Difatti, oltre ai soldi, nel capo d’imputazione si parla di “gioielli, orologi, viaggi e un abbonamento annuale per assistere in tribuna d’onore dello stadio Olimpico alle partite di una squadra calcio”, che la giudice avrebbe percepito dai professionisti nominati da lei e inseriti nell’amministrazione giudiziaria.

Al momento comunque, come sottolinea il procuratore di Perugia, Raffaele Cantone, nei confronti degli arrestati “sussistono solo gravi indizi di colpevolezza, e non certo prove di responsabilità. Pertanto gli indagati potranno fornire tutti gli elementi a loro difesa”.

Fonte foto: ANSA

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