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Elezioni Palermo, Viminale sul caos seggi bloccati: situazione verso la normalità, indicazioni sulla chiusura

Seggi senza presidenti a Palermo: il Viminale spiega che la situazione va verso la normalità e dà indicazioni sugli orari

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Caos a Palermo. Ieri sera, a meno di dodici ore dall’apertura dei seggi per le elezioni comunali del capoluogo siciliano, si era ancora in alto mare: mancavano all’appello un centinaio di presidenti di seggio. Non solo: a mancare in alcune sezioni pure le schede. Come riferisce Il Corriere della Sera, stamane, alle 7, quando cioè avrebbero dovuto aprire tutte le urne, la situazione non è stata del tutto risolta. E infatti 50 sezioni non hanno aperto in quanto c’erano da rintracciare ancora una cinquantina di presidenti per insediare il seggio. Intorno alle ore 10, c’erano da trovare ancora 30 presidenti.

Poco oltre le 14 la situazione nelle sezioni elettorali del capoluogo siciliano si sarebbe risolta come confermato dal ministero dell’Interno dal quale comunicano che gli ultimi 13 presidenti di seggio mancanti sono stati nominati e si stanno insediando. I seggi a Palermo nei quali non è stato possibile sostituire il presidente, sono stati accorpati alle sezioni già operanti dove è in corso la votazione.

Elezioni Palermo, le indicazioni del Viminale sull’orario di chiusura dei seggi

Il Viminale ha dunque assicurato che “presto le operazioni di voto saranno regolari in tutte le 600 sezioni cittadine”, fornendo indicazioni sulla chiusura dei seggi oltre l’orario prestabilito delle 23.

“Tutti gli elettori che alle ore 23 di questa domenica siano presenti nei locali del seggio o all’interno del plesso scolastico o altro fabbricato dove ha sede il seggio possono esercitare il proprio diritto di voto anche oltre le ore 23, fino a completamento delle operazioni di votazione di tutti i suddetti elettori“, hanno comunicato dal ministero dell’Interno riferendosi nello specifico al caos provocato a Palermo per l’abbandono di oltre 90 presidenti di seggio.

Il Viminale ha fatto spiegato, infatti, che gli orari dei seggi non possono essere cambiati, se non emanando una nuova legge. 

Palermo, caos ai seggi che sono rimasti senza presidenti

Che non tutto stava filando liscio lo si è capito nelle scorse ore. Ieri, sabato 11 giugno, in diverse sezioni all’interno delle scuole non si sono potuti insediare regolarmente i seggi proprio perché non erano stati reperiti in tempo i presidenti.

Diversi politici, come il leader leghista Matteo Salvini, ma anche i candidati nella città, hanno chiesto in mattinata l’intervento delle autorità giudiziarie.

“Ho chiesto al Ministro dell’Interno di valutare l’opportunità di autorizzare il prolungamento dell’apertura dei seggi elettorali, nella sola città di Palermo, fino alle ore 14 di domani, lunedì 13 giugno” ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci.

“Una misura straordinaria a seguito dell’altrettanto straordinaria situazione che si è venuta a creare in città per la mancata costituzione di decine di sezioni elettorali. È un provvedimento che avrei adottato autonomamente, se non si votasse anche per i Referendum” ha detto il governatore.

“Denunciati i presidenti di seggio disertori”

I presidenti di seggio che a Palermo non si sono presentati per la costituzione regolare dell’ufficio sono stati denunciati all’autorità giudiziaria. Lo scrive l’Agi, che ha interpellato fonti del Comune di Palermo. Essi, precisa la fonte, potevano non presentarsi al seggio solo per “gravi motivi”.

Allarme già da venerdì

In realtà l’allarme era risuonato prepotentemente già nella giornata di venerdì, quando il comune di Palermo aveva lanciato l’appello agli ordini professionali di avvocati e dottori commercialisti per trovare professionisti a cui affidare il ruolo di presidenti. Così è iniziata una mobilitazione in extremis che però non è riuscita a tappare tutti i buchi. Altrimenti detto, alcuni seggi sono rimasti scoperti.

Palermo, elezioni in concomitanza con la partita di calcio: sarebbe stato meglio rimandare il match?

Inoltre, stasera si disputerà allo stadio “Renzo Barbera” la finale di play off serie C tra Palermo e Padova. In palio c’è la promozione in serie B. Allo stadio si prevede il tutto esaurito. Oltre ai tifosi che tiferanno la squadra da vicino, ci saranno quelli che seguiranno l’evento da casa, in tv.

Il fatto che il match sia cascato nel giorno delle elezioni aveva suggerito la possibilità di un rinvio della partita. Si era previsto infatti che la concomitanza dei due eventi potesse innescare diverse defezioni da parte di alcuni tifosi pronti a rinunciare alla nomina a scrutatore o presidente di seggio così da poter seguire l’incontro calcistico ed, eventualmente, festeggiare la promozione in serie B. La Prefettura, alla fine, ha deciso di non rimandare la partita.

Salvini: “Furto della democrazia”

“Nella città del presidente Mattarella ci sono decine di seggi, circa 40, ancora non aperti dopo tre ore dall’apertura del voto, neanche nel quarto mondo è mai capitata una roba del genere, è grave per le comunali e per il referendum. Neanche alle elezioni condominiali c’è questo pressappochismo, questo è un furto di democrazia”. Così Matteo Salvini all’arrivo al seggio elettorale di via Martinetti a Milano.

“Per non essere molesto ho aspettato per chiamare Mattarella, ma ci sono migliaia di cittadini che non possono votare – ha aggiunto Salvini -. I casi sono due: o allunghi orario del voto stasera o lo fai domani. Non pensavo che nel 2022 saremmo arrivati a questo. Sta succedendo inoltre nella più grande città al voto non in un Comune di 500 abitanti: stanno rubando il voto a migliaia di persone”.

L’amministrazione di Palermo invia gli atti in procura

“In relazione alla situazione determinata dalla rinuncia da parte di soggetti nominati a svolgere la funzione di presidenti del seggio, mentre si sta cercando di ovviare alle conseguenze di questo irresponsabile comportamento, l’amministrazione comunale sta inviando gli atti alla Procura della Repubblica per ogni azione di competenza finalizzata all’accertamento di responsabilità di natura penale“. È il contenuto di una nota dell’amministrazione comunale di Palermo.

I reati che potrebbero prospettarsi vanno dall’interruzione di pubblico servizio, al rifiuto di atti d’ufficio. Dopo la nomina, infatti, i presidenti assumono la qualifica di pubblico ufficiale, e gli inquirenti dovranno accertare adesso se le comunicazioni delle proprie assenze siano state adeguatamente motivate ed entro quali termini. Sul caos seggi indagherà il pool di pm coordinato dall’aggiunto Sergio Demontis.

In particolare gli investigatori dovranno accertare quante rinunce siano state comunicate, seppure a ridosso delle operazioni di voto, e se siano state motivate adeguatamente e quanti presidenti incaricati abbiano invece dato forfait senza alcuna comunicazione.

Secondo quanto si apprende ad aggravare la situazione sarebbe stato l’attacco hacker subito dal Comune di Palermo nei giorni scorsi che avrebbe mandato in tilt anche la ricezione delle mail via pec. Alcuni presidenti incaricati avrebbero infatti comunicato la rinuncia per tempo, ma l’email non sarebbe arrivata al Comune

Fonte foto: ANSA

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