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Guerra Israele-Hamas, ultime news: bombe vicino all'ospedale di Gaza, decine di morti tra cui donne e bambini

La guerra tra Israele e Hamas a Gaza è arrivata al giorno 105, strage di civili: il bilancio di morti e feriti

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REDAZIONE

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La guerra tra Israele e Hamas arriva al suo 105esimo giorno. Secondo il ministero della Sanità di Hamas, nella la Striscia di Gaza, i morti palestinesi sarebbero oltre 24 mila di cui 8 mila bambini e i feriti più di 61 mila dall’inizio delle operazioni militari. Israele conta invece 1.150 morti tra le proprie file.

Prosegue il pressing degli Usa su Israele. Gli Stati Uniti non si faranno influenzare dal rifiuto di Benjamin Netanyahu di uno Stato palestinese e non smetteranno di fare pressioni. A riferirlo sono fonti dell’Amministrazione alla Cnn, a conferma della tensione esistente tra la Casa Bianca e il premier israeliano, al di là del continuo sostegno espresso in pubblico a Israele dal presidente Joe Biden.

Resta caldissimo anche il fronte del Mar Rosso con gli Houti che hanno rivendicato un altro attacco contro una nave americana nel Golfo di Aden. Le forze armate yemenite hanno dichiarato che una ritorsione agli attacchi americani e britannici è inevitabile e che ogni nuova aggressione non rimarrà impunita.

Il racconto della giornata

  1. Biden a colloquio con Netanyahu sulla soluzione a due Stati

    Secondo quanto reso noto dalla Casa Bianca, il presidente degli Stati Uniti Joe Biden e il premier israeliano Benyamin Netanyahu hanno discusso degli ultimi sviluppi della guerra, della responsabilità di Israele di ridurre i danni contro i civili a Gaza e degli sforzi per una pace durevole e la soluzione dei due Stati. Il colloquio tra i due leader è durato circa 40 minuti.

  2. Usa, altri attacchi contro Houthi in Yemen

    Gli Stati Uniti hanno lanciato altri attacchi contro postazioni degli Houthi in Yemen: lo ha detto il portavoce del consiglio per la sicurezza nazionale della Casa Bianca, John Kirby.

  3. Biden e Netanyahu hanno parlato degli ultimi sviluppi

    Secondo quanto riportato dalla Casa Bianca, il presidente americano Biden e il primo ministro israeliano Netanyahu hanno parlato al telefono degli ultimi sviluppi della guerra a Gaza.

  4. Un 17enne palestinese è stato ucciso negli scontri in Cisgiordania

    Un 17enne palestinese, con cittadinanza USA, è stato ucciso negli scontri con l’esercito israeliano in Cisgiordania, vicino a Ramallah. Lo riferiscono fonti mediche citate dall’agenzia palestinese Wafa.

  5. Borrell, "imporre la creazione dello Stato palestinese"

    Il vicepresidente della Commissione europea e alto rappresentante dell’Unione Europea per gli affari esteri, Josep Borrell, ha esortato oggi la “comunità internazionale” a “imporre dall’esterno” la creazione di uno Stato palestinese, nonostante il rifiuto di Israele alla soluzione dei due Stati.

  6. Colloquio con Hamas a Mosca, Russia chiede rilascio ostaggi

    Nel corso di un colloquio svoltosi a Mosca, l’inviato speciale russo per il Medio Oriente, Mikhail Bogdanov, ha chiesto a Musa Abu-Marzouk, membro del Politburo di Hamas, che vengano rilasciati tutti gli ostaggi, compresi tre cittadini russi. Lo fa sapere il Ministero degli Esteri russo citato dall’agenzia Ria Novosti, ripresa dall’Ansa.

  7. Relatrice Onu, "a Gaza un probabile genocidio"

    Nella Striscia di Gaza, dove l’esercito di Israele è impegnato in operazioni militati da oltre tre mesi, “è molto probabile che si stia commettendo un genocidio”: lo ha affermato Francesca Albanese, relatrice speciale dell’Onu sui diritti umani nei territori palestinesi occupati, in un’intervista al giornale spagnolo El País, ripresa dall’Ansa.

  8. Aria di fronda nel Likud contro Netanyahu

    Tira aria di fronda nel Likud di Benjamin Netanyahu la cui epoca è giudicata finita e contati i suoi giorni al potere. Lo hanno sostenuto con il quotidiano Jerusalem Post “fonti anonime” del partito, riprese dall’Ansa, secondo cui, oltre agli effetti degli eventi scioccanti del 7 ottobre, tra la base del Likud sta salendo la consapevolezza che Netanyahu non manterrà la promessa di distruggere Hamas e di far ritornare tutti gli ostaggi.

  9. Uccise 15 persone vicino all'ospedale Shifa

    L’agenzia palestinese Wafa ha detto che “almeno 15 cittadini sono stati uccisi” e “altri sono rimasti feriti” da un raid dell’aviazione israeliana su uno stabile “residenziale vicino all’ospedale Shifa” a Gaza City. Secondo la stessa fonte, nelle ultime ore “sono stati uccisi 77 cittadini e decine i feriti”, tra cui “bambini e donne“, dal “continuo bombardamento da parte degli aerei, dell’artiglieria e delle cannoniere navali dell’occupazione israeliana sulla Striscia”.

  10. Gli Houthi promettono un passaggio sicuro a navi russe e cinesi

    Gli Houthi promettono un passaggio sicuro per le navi russe e cinesi attraverso il Mar Rosso, dove il gruppo dello Yemen – sostenuto dall’Iran – ha effettuato attacchi contro navi commerciali in solidarietà con i palestinesi a Gaza.

  11. Tajani, "pronti a inviare italiani in missione Onu a Gaza"

    “Gli oltre 1.000 militari italiani in Libano sono là per una missione dell’Onu. Qualora servisse a Gaza, in una fase di transizione, una missione di pace, noi siamo pronti a inviare i nostri militari con l’Onu come portatori di pace. Non c’è nessuna richiesta americana di allargare la missione libanese al riguardo”. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ai microfoni di Radio24.

  12. Morto un soldato israeliano, sono 194 dall’inizio della guerra

    Le forze di sicurezza israeliane annunciano la morte di un soldato a causa delle ferite riportate durante i combattimenti nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive il Times of Israel, aggiornando il bilancio a 194 militari morti nell’offensiva di terra contro Hamas. Il soldato, deceduto mercoledì, è un ventenne dell’unità di ricognizione della Brigata Givati, di Herzliya.

  13. Houthi: transito sicuro nel Mar Rosso per Iran e Russia

    I ribelli yemeniti Houthi, i cui attacchi stanno ostacolando il traffico marittimo nel Mar Rosso, hanno garantito un “passaggio sicuro” alle navi cinesi e russe su questa rotta strategica. Lo ha dichiarato uno dei loro leader al quotidiano russo Izvestia.

  14. Usa: “Continueremo a pressare Netanyahu per soluzione due Stati”

    Gli Stati Uniti non si faranno influenzare dal rifiuto di Benjamin Netanyahu di uno Stato palestinese e continueranno a fare pressioni su Israele. A riferirlo sono fonti dell’Amministrazione alla Cnn, a conferma della tensione esistente tra la Casa Bianca e il premier israeliano, al di là del continuo sostegno espresso in pubblico a Israele dal presidente Joe Biden. “Se prendessimo queste dichiarazioni come l’ultima parola, non ci sarebbe stata l’assistenza umanitaria a Gaza e nessun ostaggio rilasciato”, ha detto un alto funzionario dell’Amministrazione Usa. “Come per queste e molte altre questioni, continueremo a lavorare verso il giusto risultato, in particolare su questioni su cui siamo fortemente in disaccordo”, ha aggiunto.

  15. Usa confermano attacco Houti a nave Chem Ranger

    Gli Stati Uniti, attraverso il Comando centrale, confermano che “terroristi Houti sostenuti dall’Iran hanno lanciato due missili balistici antinave contro imbarcazione Chem Ranger, una nave battente bandiera dell’Isola Marshall, negli Stati Uniti”. Si tratta di una nave cisterna gestita dalla Grecia. Il Centcom sottolinea che “non sono stati segnalati feriti o danni alla nave. La nave ha continuato la navigazione”. L’equipaggio ha osservato i missili colpire l’acqua vicino alla nave”.

  16. Houti rivendicano un nuovo attacco a una nave Usa

    Gli Houti rivendicano un altro attacco contro una nave americana nel Golfo di Aden. Lo riporta il Guardian. Gli Houti hanno affermato di aver lanciato “missili navali” contro una nave americana, la Chem Ranger, giovedì nel Golfo di Aden. L’attacco ha provocato “colpi diretti”, afferma una dichiarazione del gruppo Houti. Le forze armate yemenite confermano che una ritorsione agli attacchi americani e britannici è inevitabile e che ogni nuova aggressione non rimarrà impunita.

  17. Mappa
  18. Il capo di Stato maggiore israeliano, il generale Herzl Halevi, in riferimento a un possibile conflitto con il Libano e dunque un allargamento della guerra tra Israele e Hamas, ha sottolineato che “le probabilità di una guerra al nord sono più alte che mai“. Un avvertimento che fa paura dopo che nella giornata di mercoledì è stata anche simulata un’offensiva contro il Libano.

    Il conflitto in realtà già si è allargato a Pakistan e Iran, con attacchi e risposte da una parte e dall’altra. Islamabad, dopo aver subito due giorni di raid da Teheran, ha risposto infatti all’offensiva nella provincia iraniana del Sistan e Baluchistan, provocando morti e diversi feriti.

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