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Crescono i casi Dengue ma in Italia c’è un nuovo vaccino: i consigli di Venturelli su chi dovrebbe riceverlo

Come funziona il nuovo vaccino che copre da tutte le varianti della Dengue. L’esperto Claudio Venturelli: “Niente allarme, ma occorre più prevenzione”

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Eleonora Lorusso

GIORNALISTA

Giornalista professionista dal 2001, ha esperienze in radio, tv, giornali e periodici nazionali. Conduce l’annuale Festival internazionale della Geopolitica europea. Su Virgilio Notizie si occupa di approfondimenti e interviste, in particolare su Salute, Esteri e Politica.

In Italia non ci sono mai stati tanti casi di Dengue come quest’anno. Le attenzioni sono rivolte a quelli cosiddetti autoctoni, ossia non legati a persone che abbiano soggiornato in luoghi nei quali la malattia, trasmessa dalle zanzare, è endemica. La buona notizia è che da qualche mese è possibile farsi somministrare un nuovo vaccino in grado di coprire le quattro tipologie di malattia. Claudio Venturelli, entomologo dell’Ausl della Romagna che si occupa principalmente di zanzare, ai microfoni di Virgilio Notizie ha consigliato chi dovrebbe riceverlo. Ecco l’intervista.

I casi Dengue in Italia: fari su Lombardia e Lazio

Secondo le recenti rilevazioni sono 208 i casi di Dengue individuati in Italia, la maggior parte in Lombardia (71), seguita dal Lazio.

Proprio in Lombardia vivono le 19 persone (su 21 totali) colpite dal virus che può causare anche la temuta “febbre spaccaossa”, potenzialmente mortale.

Fonte: ANID, Ass. Naz. Imprese della Disinfestazione

L’intervista a Claudio Venturelli

L’intervista a Claudio Venturelli, entomologo che si occupa principalmente di zanzare. Lavora presso la Ausl della Romagna ed è referente del gruppo di entomologia sanitaria, e ha insegnato Zoologia alla facoltà di Medicina Veterinaria di Teramo, oltre a essere autore di diversi libri tra i quali Insetti, insettini e insettacci.

A Virgilio Notizie chiarisce che non occorre allarmarsi eccessivamente di fronte all’aumento di casi, anche se la situazione va monitorata attentamente: “In Lombardia, dove si sono registrati i casi autoctoni più numerosi, si è cercato di individuare se ci fossero zanzare infette, ma non ne sono state trovate, in particolare nella zona di Lodi dove le persone con Dengue sono risultate 11. Questo, però, non ci mette al riparo dai rischi della malattia”.

Ora si parla di un nuovo vaccino. Di cosa si tratta?

“Intanto va fatta una precisazione. Esisteva già un altro vaccino, il Q Dengue prodotto in Francia, ma autorizzato solo per chi avesse già avuto la Dengue, o Dengue, visto che parliamo di una malattia trasmesse da un virus. Va anche aggiunto che esistono 4 sierotipi diversi all’interno di un unico ceppo di virus e il nuovo vaccino risulta efficace nei confronti di tutti e quattro”.

Quando arriverà anche in Italia, che è uno dei Paesi che ne hanno fatto richiesta?

“In realtà è già è utilizzabile in Italia. Il Vax Dengue, infatti, è stato prima autorizzato negli Stati Uniti, poi a dicembre 2022 ha ottenuto il via libera da parte dell’Europa e dall’inizio del 2023 anche dal nostro Paese. È ottenuto con virus deattivati del virus Dengue e copre, appunto, rispetto alle quattro tipologie di malattia, che possono essere diverse tra loro: si va da una forma leggera alla temuta ‘febbre spaccaossa’, con febbre emorragica potenzialmente letale”.

Per chi è consigliato il vaccino anti-Dengue?

“Come detto, non lo consiglierei a tutti, ma solo a chi deve recarsi in luoghi nei quali ci sono epidemie di Dengue, come il Brasile o la Bolivia, ma anche l’Argentina dove quest’anno ci sono stati moltissimi casi, o Cuba. Basti pensare che il 60% di coloro che sono tornati in Europa era stato proprio a Cuba. Per tutti gli altri io non suggerirei vaccinazioni perché al momento in Italia e in Europa il problema non è così elevato. I 2 miliardi e mezzo di persone a rischio Dengue nel mondo non si trovano qui”.

Per chi deve partire per zone a rischio esistono altre restrizioni che riguardano età o patologie particolari?

“Sì, il vaccino è consigliato in una fascia di età compresa tra i 4 e i 60 anni, mentre non lo è al di sotto dei 4 anni, né per donne in allattamento o gravidanza o per i soggetti ipersensibili a qualcuno dei componenti. Nel complesso, comunque, è un vaccino è commercializzabile in Italia, anche se non ce ne sono molte dosi. Se si ha in programma un viaggio in un’area a rischio o che si ritiene tale, è bene prima verificare sul sito Viaggiare Sicuri della Farnesina, per le indicazioni del caso, o su quello del Ministero della Salute”.

Quali sono le raccomandazioni per chi vive in zone più esposte al rischio di focolai endemici?

“Parliamo, come detto, soprattutto della zona della bassa Lombardia, ma le raccomandazioni sono le stesse che andrebbero seguite per evitare la proliferazione delle zanzare, che è un problema purtroppo sottovalutato”.

Cosa significa? Che non si fa abbastanza per fermare l’aumento delle zanzare, vettori di malattie?

“Sì, perché tutti i cittadini, oltre alle autorità, dovrebbero contribuire per primi a far sì che non nascano le zanzare, mentre spesso le ‘allevano’ inconsapevolmente in casa, per esempio con i ristagni d’acqua nei sottovasi o nei giardini. Occorrerebbe una maggiore comunicazione sul ruolo del singolo, anche se poi servono anche specifici piani di disinfestazione messi a punto dalle Amministrazioni per il controllo della diffusione delle zanzare”.

Di fronte ai casi di Dengue e all’aumento delle zanzare viene da chiedersi se non sia anche ‘colpa’ dell’estate 2023, caratterizzata da molto caldo e umidità…

“Certamente influisce anche il fattore ambientale, con le piogge abbondanti di fine primavera e inizio estate, che hanno fatto proliferare le zanzare. Poi è arrivato il caldo e con le temperature registrate c’è stato un aumento notevole. Basti pensare che, come riporta il sito Zanzaratigreonline.it, la presenza della zanzara tigre nel 2023 è stata ben superiore a quella degli ultimi cinque anni. Di fronte alla presenza al proliferare delle uova di zanzare che danno origine alle popolazioni di insetti, ci si deve interrogare su quali azioni intraprendere: dall’uso di prodotti specifici, a metodi di contrasto, ma anche a una corretta comunicazione”.

A proposito di zanzara tigre, la sua presenza è cambiata nel tempo: perché?

“Sì, dalla sua prima comparsa nel nostro territorio, in particolare a Genova 30 anni fa, la zanzara tigre è cambiata, ha saputo adattarsi. Se in passato era considerata solo diurna (al contrario della zanzara comune, tipica delle ore serali, ndr) e presente soprattutto ai piani bassi e a un’altezza di non oltre un metro e mezzo dal suolo, oggi la si trova anche di notte. Non solo: è entrata nelle abitazioni. Sono cambiamenti da non sottovalutare, insieme ai ritmi di riproduzione”.

Cosa sappiamo della capacità di riprodursi delle zanzare?

“C’è un dato che dovrebbe far riflettere, frutto di studi. Se due zanzare si incontrano, in un ambiente adatto, con acqua e sangue a sufficienza per riprodursi, in mancanza di disinfestazioni o malattie che possano loro nuocere, sono in grado di deporre 2.500 milioni di miliardi di uova. Significa 65,4 milioni di volte la distanza Terra-Luna, se messe tutte in fila. Questo ci fa capire come sia importante la prevenzione”.

Fonte foto: In-Formare.net / 123RF

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