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Covid, rare miocarditi tra i 12 e i 20 anni dopo il vaccino: non sono gravi, i risultati dello studio

Uno nuovo studio ha confermato la non pericolosità delle miocarditi rilevate in rari casi in pazienti tra i 12 e i 20 anni dopo il vaccino: i risultati

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Cristiano Bolla

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cinema, televisione, nuovi media e spettacolo, scrive anche di cronaca e attualità. Laureato in Scienze e Tecnologie delle Arti e dello Spettacolo con Master in Drammaturgia e Sceneggiatura, ha lavorato per diverse produzioni prima di muovere i primi passi nelle redazioni di testate giornalistiche di Torino e Milano. Attualmente collabora anche con importanti riviste di settore.

Un nuovo studio condotto da Giappone e Stati Uniti ha confermato l’esistenza di miocarditi associate al vaccino anti-Covid nella fascia di età tra i 12 e i 20 anni: sono rare e non gravi, i risultati dello studio sono considerati rassicuranti.

Lo studio sulle miocarditi post vaccino

Una nuova ricerca esplora i possibili effetti indesiderati del vaccino anti-Covid a mRna negli adolescenti: è stato pubblicato su Jama Pediatrics e ci hanno lavorato ricercatori del Nationwide Children’s Hospital di Columbus (Ohio), del Teine Keijinkai Hospital e dell’Hokkaido Cardiovascular Hospital di Sapporo.

Stando a quanto riportato da Adnkronos, la revisione sistematica e metanalisi di 23 studi ha analizzato i dati di 854 pazienti: tutti tra i 12 e 20 anni e con un sintomo comune dopo il vaccino, ovvero un’infiammazione cardiaca.

Tra i firmatari dello studio ci sono i dottori Jun Yasuhara, Kaihei Masuda e Tadao Aikawa

Lo studio ha confermato l’esistenza di un “basso tasso di incidenza” di miopericarditi in questa fascia di età, ma ha anche concluso con “esiti precoci ampiamente favorevoli”.

I risultati della ricerca USA-Giappone

I risultati al termine dello studio sono considerati rassicuranti: per gli esperti è giustificata la necessità di un follow-up continuativo, ovvero di tenere monitorata la situazione, che tuttavia non desta preoccupazioni di natura medica.

Nonostante sia stata confermata l’incidenza di miopericarditi soprattutto nei maschi e dopo la seconda dose di vaccino, i dati sono positivi: il 15,6% dei pazienti ha patito una disfunzione sistolica del ventricolo sinistro, ma solo l’1,3% in forma grave.

Il 23,2% dei pazienti considerati per lo studio è stato ricoverato in terapia intensiva, ma “non è stata osservata mortalità intraospedaliera” e per nessuno si è resa necessario un supporto meccanico. La durata media della degenza ospedaliera è stata di 2,8 giorni.

Confermato l’obbligo vaccinale in Italia

Oltre ai nuovi studi, nei giorni scorsi ha tenuto banco in Italia la decisione della Corte Costituzionale, che ha deciso di salvare l’obbligo vaccinale per gli over 50 e alcune categorie professionali introdotto dal governo Draghi nel 2021.

La Consulta ha ritenuto inammissibili e non fondate le questioni poste da cinque uffici giudiziari, ovvero i tribunali di Brescia, di Catania e di Padova, il Tar della Lombardia e il Consiglio di Giustizia amministrativa della Regione Sicilia.

Dai giorni scorsi sono quindi partite le multe per le categorie interessante e per coloro che non hanno aderito alla campagna di vaccinazione contro il Covid-19.

Fonte foto: IPA

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