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Contestatrice ai funerali di Berlusconi in piazza Duomo con la maglietta "Non sono in lutto": scontro coi fan

Nel giorno dei funerali di Stato di Silvio Berlusconi una donna ha espresso il proprio dissenso con una maglietta e un libro di Giovanni Falcone

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Gabriele Silvestri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, esperto di media, scrive di cronaca, politica e attualità. Laureato in comunicazione alla Sapienza, si è affermato come autore e conduttore di TG e programmi giornalistici. Collabora con diverse redazioni online, emittenti televisive e radiofoniche.

Non mancano le contestazioni e le polemiche nella giornata dell’ultimo saluto a Silvio Berlusconi, suscitando dibattiti accesi e tensioni in piazza Duomo. Durante l’attesa per i funerali di Stato, i sostenitori di Forza Italia si sono imbattuti nella manifestazione di protesta messa in piedi da una donna. Indossando una maglietta bianca con la frase “Io non sono in lutto” e con un libro di Giovanni Falcone in mano, la donna ha sollevato una serie di proteste e scontri verbali.

Italia spaccata sui funerali di Stato

I funerali di Berlusconi hanno suscitato reazioni forti e contrastanti, evidenziando la polarizzazione che ha caratterizzato il panorama politico italiano per almeno tre decenni.

Oggi piazza Duomo a Milano si è riempita di sostenitori e giovani di Forza Italia, tutti pronti a rendere omaggio all’ex leader politico. Tuttavia, l’armonia è stata interrotta dall’apparizione della donna, che ha sollevato una maglietta bianca con la frase “Io non sono in lutto“.


La donna ha spiegato ai giornalisti il motivo della sua protesta in piazza Duomo, mentre la folla la contestava

La maglietta e il libro di Giovanni Falcone

In mano, come ulteriore segnale del suo dissenso, la donna teneva un libro di Giovanni Falcone, simbolo della lotta alla criminalità organizzata. La scena ha scatenato rapidamente una contestazione accesa e animata.

Un uomo, tra i sostenitori presenti, ha preso la parola per esprimere il suo disappunto: “Lei deve innanzitutto rispettare una persona morta. È necessario mostrare rispetto per la morte e per chi ha perso la vita”.

La sua voce è stata seguita da un’altra militante, che ha ribadito: “Se non sente il lutto, le consiglierei di restare a casa. Siamo qui per salutare un morto”.

Cori di insulti per la donna

Le contestazioni per la manifestante sono poi cresciute di intensità, trasformandosi in un coro di insulti. “Comunista”, “cafona”, “vergogna, vai a casa” sono alcune delle dure parole a lei rivolte dalle persone presenti in piazza Duomo.

La donna, oggetto delle contestazioni da parte di chi si trovava in piazza per omaggiare Silvio Berlusconi, ha deciso di rispondere alle accuse, chiedendosi perché sarebbe dovuta andare via se si trovava “In silenzio a leggere il libro”.

Il dissenso sul lutto nazionale

Ai cronisti, ha spiegato le ragioni del suo gesto: “Non condivido il lutto nazionale, che non è stato concesso nemmeno a persone che hanno perso la vita per il nostro Paese”. La sua dichiarazione ha alimentato ulteriormente le tensioni già presenti in piazza.

Questa controversia ha sollevato una serie di interrogativi sul significato e sull’importanza del lutto nazionale. Sul tema, è stata messa in evidenza la divisione tra coloro che ritengono che sia un atto dovuto di rispetto, e coloro che vedono in esso una forma di condizionamento politico.

 

Fonte foto: ANSA

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