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Burioni sull'epidemia di polmonite di bambini in Cina, la frecciata del virologo agli "esperti" sui social

Roberto Burioni ha detto la sua sull’epidemia di polmonite tra i bambini in Cina, consigliando, tramite i suoi canali social, cautela sull’argomento

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

Un nuovo allarme arriva dalla Cina, dove una presunta epidemia di polmonite diffusasi tra i bambini sta facendo temere il peggio. Ma visti i precedenti avuti con il Covid, tramite i suoi canali social il virologo Roberto Burioni invita alla cautela e a diffidare di sedicenti esperti, dato che al momento non ci sono dati certi sul fenomeno.

L’epidemica di polmonite in Cina

Nuovo allarme sanitario dalla Cina, dove pare che una non meglio specificata polmonite stia attaccando i bambini in diverse città, intasando i reparti pediatrici degli ospedali.

I social cinesi sono pieni di foto e video di ospedali pieni di bambini, per i quali sarebbero state allestite anche zone apposite dove poter fare i compiti di scuola. Una situazione all’apparenza preoccupante, ma che l’Oms ha deciso di prendere con le pinze.

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Il tweet pubblicato sul proprio account X dal virologo Roberto Burioni in merito all’epidemia di polmonite tra i bambini in Cina

Visto il precedente con il Covid difatti, l’Organizzazione mondiale della sanità “ha inviato una richiesta ufficiale alla Cina per ottenere informazioni dettagliate sull’aumento delle malattie respiratorie e dei focolai di polmonite segnalati nei bambini”, come chiarito in un comunicato.

Le cause dell’epidemia

Secondo le prime informazioni, come riportato anche dal Corriere della Sera, questa epidemia di polmoniti sarebbe imputabile al Mycoplasma pneumoniae, un microrganismo responsabile di patologie che interessano in prevalenza l’apparato respiratorio.

Ma l’aumento dell’incidenza delle malattie respiratorie, segnalata quasi due settimane fa dalla Commissione nazionale cinese per la salute, potrebbe essere direttamente collegata a quello che è il primo, vero allentamento delle misure anti-Covid ancora in vigore fino a poco tempo fa nel Paese.

Come spiegato dal direttore del Children’s Medical Centre al Chinese Pla General Hospital, Zhou Huixia, ci si trova di fronte la “prima ondata di infezioni da Mycoplasma pneumoniae da quando la maggior parte delle misure di contenimento anti-Covid sono state revocate all’inizio di quest’anno. L’ondata è apparsa particolarmente aggressiva dopo la Festa Nazionale all’inizio di ottobre”. Informazioni verso le quali c’è però molta cautela.

L’intervento di Burioni

E proprio la cautela sembrerebbe essere la rotta indicata dal virologo Roberto Burioni, che in un tweet ha voluto chiarire la sua posizioni rispetto non tanto alla epidemia in sé, quanto alle informazioni che arrivano dalla Cina.

Burioni ha difatti in primis ammesso “l’errore di fidarmi – titubante – dei cinesi a inizio 2020, non lo ripeterò questa volta”, ricordando le difficoltà nel reperire dati affidabili dalla Cina in merito alla prima ondata di Covid giunta in Europa.

Inoltre, dopo un appunto di tipo medico, l’immunologo ha voluto chiarire quanto sia importante, in queste fai iniziali contrassegnate da poche e incerte informazioni, diffidare dai cosiddetti “esperti”, proprio perché, per il momento, non esistono ancora dati ufficiali e autorevoli sui quali basarsi per poter analizzare quanto sta accadendo in Cina.

Fonte foto: ANSA

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