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CRONACA NERA

Benno Neumair, dramma della sorella: "È il mio incubo, sogno che uccide me o lo vedo uccidere ancora i miei"

Madè Neumair è ancora sconvolta per la morte dei genitori, uccisi dal fratello Benno che le compare spesso in sogno

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Luca Bucceri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto del mondo dello sport e della politica, scrive anche di attualità ed economia. Laureato in Scienze della Comunicazione, muove i primi passi nelle redazioni sportive di Palermo per poi trasferirsi a Milano e lavorare per importanti testate.

Madè Neumair, la figlia di Laura Perselli e Peter Neumair uccisi a Bolzano da Benno Neumair, non riesce a togliersi dalla mente l’efferato omicidio dei genitori. A oltre un anno dalla morte dei due Benno è in carcere, ma nonostante la distanza e i contatti ormai assenti la sorella lo sogna. Un vero e proprio incubo per la donna, che presto tornerà nella casa dove i genitori sono stati uccisi.

L’incubo della sorella di Benno

Nel corso di una lunga intervista rilasciata al Corriere della Sera Madè Neumair ha svelato di non sentire più il fratello, di non averlo mai incontrato in carcere e, soprattutto, di non avere più rapporti con lui dopo i tragici eventi che hanno portato alla morte dei genitori. Non si tratta di odio nei suoi confronti, neanche di rabbia.

La giovane dottoressa, parlando al quotidiano, ha però raccontato di sognare spesso il fratello. Un vero e proprio incubo in quanto il sogno è quasi sempre lo stesso: “Sono incubi. Sogno che vuole uccidere anche me oppure lo vedo che uccide loro…”.

Il ricordo prima della morte dei genitori

Madè Neumair ricorda poi bene il giorno prima della morte dei genitori Laura e Peter, con un particolare che le ha fatto subito pensare al peggio. Pochi minuti prima che la porta di casa si chiudesse e si presentasse la furia omicida di Benno Neumair, Laura Perselli aveva parlato con la figlia che ricorda perfettamente i dettagli: “Erano le 18.33, era molto stanca“.

Ritornata a casa Laura aveva detto di non aver trovato il marito e di non averlo sentito nelle ore precedenti. “Era già morto” ipotizza Madè. La giovane ha capito subito: “Quella sera avevo mandato una foto a mia mamma, lei non l’ha visualizzata e mi sembrava strano ma ho pensato che era rollata dalla stanchezza. Il mattino dopo però c’era ancora una sola spunta di whatsapp”.

Dopo aver mandato un messaggio al padre, anche  questo senza risposta, Madè ha ricostruito il tutto: “Ho chiamato anche Benno, mi ha detto che era fuori col cane a camminare… Sa quando si conosce bene una persona e si capisce che sta mentendo? C’erano troppe cose che non tornavano…”.

La famiglia felice prima della tragedia

La famiglia Neumair, come tutte, era fatta di alti e bassi. Ma Madè ricorda nello specifico una giornata di qualche mese prima dell’omicidio, proprio nella casa dei genitori. In lockdown a causa della pandemia, lei e il fratello erano a Bolzano con i genitori e avevano passato una giornata insieme.

“Sono stati giorni pacifici, belli, passati sul terrazzo al sole o a fare piccole passeggiate fra le vigne e i meli. Una sera abbiamo visto tutti e quattro assieme le diapositive dei loro viaggi prima che noi nascessimo. E’ stato bello, Benno era curioso, molto allegro” ricorda ai microfoni del Corriere della Sera.

Fonte foto: ANSA

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