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Avvocato palestinese fa causa all'Italia alleata di Israele nella guerra a Gaza: "Corresponsabile violazioni"

Salahaldin Abdalaty, un avvocato palestinese, presenta ricorso legale contro il governo italiano per corresponsabilità nelle azioni di Israele a Gaza

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Gabriele Silvestri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, esperto di media, scrive di cronaca, politica e attualità. Laureato in comunicazione alla Sapienza, si è affermato come autore e conduttore di TG e programmi giornalistici. Collabora con diverse redazioni online, emittenti televisive e radiofoniche.

Un avvocato palestinese fa causa all’Italia in quanto “corresponsabile” delle violazioni dei diritti umani da parte di Israele a Gaza. Il suo nome è Salahaldin Abdalaty, e con il supporto di 4 colleghi italiani ha presentato un ricorso legale presso il tribunale di Roma contro il governo Meloni, a cui chiede di interrompere con urgenza il sostegno a Israele nella guerra e il trasferimento di armi. Una storia che fa rumore, quella del legale palestinese, che ha subito in prima persona gli orrori del conflitto. Abdalaty, infatti, ha dovuto vedere la sua famiglia decimata, con 6 parenti stretti rimasti uccisi a causa di un bombardamento.

Avvocato palestinese fa ricorso legale contro il governo Meloni

Il ricorso contro il governo italiano, presentato dall’avvocato palestinese Salahaldin Abdalaty, con l’assistenza di colleghi del Foro di Torino, riguarda l’accusa di “corresponsabilità civile” nelle violazioni dei diritti umani a Gaza da parte di Israele.

L’azione chiede urgentemente alla Presidenza del Consiglio e ai ministeri degli Esteri e della Difesa di vietare la vendita e il trasferimento di armi e di ripristinare il sostegno finanziario all’Unrwa, l’agenzia dell’Onu per il soccorso dei profughi palestinesi.

Abdalaty chiede inoltre di sospendere qualsiasi forma di sostegno, diretto o indiretto, alle operazioni militari israeliane, e il voto favorevole del governo italiano nelle sedi dell’Onu, del Consiglio europeo e di altri organismi internazionali per promuovere iniziative volte a porre fine immediatamente alle operazioni militari nella Striscia di Gaza, senza condizioni.

Il ricorso di Salahaldin Abdalaty

Sono gli avvocati del Foro di Torino Stefano Bertone, Marco Bona, Gianluca Vitale ed Emanuele D’Amico ad assistere Salahaldin Abdalaty nella sua azione legale.

Abdalaty ha sottolineato che l’Italia ha un obbligo giuridico, secondo il diritto internazionale, di esercitare pressioni su coloro che si sospetta stiano commettendo crimini contro l’umanità e genocidi, come previsto dall’art. 1 del Protocollo 1 della Convenzione di Ginevra contro il genocidio.

L’avvocato afferma che l’assistenza attiva potrebbe configurare complicità ai sensi dell’art. 3 della Convenzione di Ginevra e comunque implicherebbe una responsabilità civile dello Stato italiano.

Il bombardamento e il dramma familiare

Abdalaty è un giurista di 49 anni, membro del Palestinian Bar Association, e si trova attualmente in Egitto dopo essere espatriato attraverso il valico di Rafah con i propri figli per mettersi in salvo.

Nel documento depositato presso il tribunale di Roma, i 4 avvocati menzionano i gravi danni subiti dal loro cliente durante un bombardamento israeliano, avvenuto lo scorso 7 dicembre nella Striscia di Gaza.

In seguito al drammatico evento, hanno perso la vita la madre, il fratello, la sorella, la cognata, una nipote di 2 anni e un altro familiare dell’avvocato.

Fonte foto: IPA/Facebook

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