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Andò a lavorare con sintomi Covid: indagato primario. Il caso

I fatti risalgono alla fine di febbraio, a Belluno. Il primario, con sintomi Covid, sarebbe andato a lavorare visitando decine di pazienti

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Il primario di Otorinolaringoiatria dell’Ospedale di Belluno è indagato dalla Procura di Belluno per epidemia colposa aggravata. Come riferisce l’Ansa, il medico aveva manifestato i sintomi del Covid dopo essere rientrato da una vacanza in Thailandia.

Prima di sottoporsi al tampone, risultato positivo, il primario avrebbe continuato a lavorare per 6 giorni in reparto, dando vita al primo focolaio del virus.

Il fatto risale agli inizi della pandemia, verso la fine di febbraio. I quotidiani locali riportano che Roberto Bianchini, questo il nome del primario, era rientrato in ospedale dopo un viaggio in Thailandia, dal 14 al 24 febbraio.

Nonostante fosse stato in un’area a rischio, il primario non aveva tenuto un comportamento prudente con un isolamento fiduciario ma aveva ripreso il lavoro in ospedale, visitando decine di pazienti.

Secondo quanto riferisce l’Ansa, sarebbe subito nato un focolaio con 4 contagi diretti e furono eseguiti un centinaio di tamponi. Invitato dalla dirigenza ospedaliera a presentarsi al Dipartimento di prevenzione, Bianchini spiegò di non aver avuto contatti diretti con la popolazione nel paese del Sud est asiatico, e per questo sarebbe stato dichiarato ‘idoneo’ al lavoro. In corsia rimase fino al 3 marzo, quando i sintomi del Covid divennero chiari. Si sottopose così al tampone che risultò positivo.

Secondo quanto riposta l’Ansa, assieme a Bianchini la Procura ha indagato per falso altri 4 medici dell’ospedale bellunese, che in vari modi avrebbero ‘coperto’ il collega.

Fonte foto: ANSA
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