NOTIZIE
CRONACA NERA

Uccisa a martellate a Bologna, il procuratore sullo stalking: "Fatto il possibile". L'ex non risponde al Gip

Il procuratore respinge le accuse di malagiustizia sulla denuncia presentata dalla vittima a luglio contro l'ex fidanzato

Pubblicato:

Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Nell’udienza di convalida si è avvalso della facoltà di non rispondere, Giovanni Padovani, il 27enne arrestato per aver ucciso a martellate l’ex compagna Alessandra Matteuzzi, martedì sera a Bologna. La 56enne lo aveva denunciato a luglio per stalking. Ma sulle polemiche del mancato divieto di avvicinamento che avrebbe potuto salvare la vittima, il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, sostiene che non si poteva fare di più.

Le accuse di malagiustizia

“In questa vicenda non si può affatto parlare di malagiustizia” lo ha sostenuto il procuratore di Bologna, Giuseppe Amato, in un intervento radio al Gr1.

Il mese scorso Alessandra Matteuzzi aveva presentato una denuncia per stalking contro l’ex compagno, dal quale si era lasciata da qualche mese. L’indagato è un calciatore ed ex modello, originario di Senigallia, in provincia di Ancona.

Sarebbe arrivato a Bologna in aereo dalla Sicilia, dove milita in serie D alla Sancataldese, e poi sarebbe andato ad attendere la donna sotto casa per ucciderla a colpi di mazza e di martello.

“La denuncia – ha spiegato Amato – è stata raccolta a fine luglio, il primo agosto è stata iscritta e subito sono state attivate le indagini che non potevano concludersi prima del 29 agosto perché alcune persone da sentire erano in ferie. Quello che potevamo fare lo abbiamo fatto“.

Secondo quanto dichiarato dal procuratore di Bologna, dalla denuncia “non emergevano situazioni di rischio concreto di violenza, era la tipica condotta di stalkeraggio molesto”.

“La denuncia era per fatti di molestie da riscontrare. I processi non si fanno sul sentito dire o solo sulle denunce. Non c’era la rappresentazione di una possibile violenza” ha detto ancora Amato, come riportato da Tgcom24.

“Molti soloni dimenticano che i giudizi vanno rapportati alla situazione ex ante. Dopo un omicidio sono tutti bravi a fare i professori” ha concluso.

L’ispezione del ministero della Giustizia

Secondo quanto appreso da Ansa, tramite fonti del ministero della Giustizia, la ministra, Marta Cartabia, attraverso il suo Gabinetto, ha chiesto agli uffici dell’Ispettorato di “svolgere con urgenza i necessari accertamenti preliminari, formulando, all’esito, valutazioni e proposte”. Un’iniziativa presa a fronte delle ricostruzioni di stampa sul femminicidio di Bologna.

Via dell’Arcoveggio, periferia Nord di Bologna, dove Alessandra Matteuzzi è stata uccisa

L’ex non risponde al Gip

Giovanni Padovani si è presentato in tenuta sportiva, maglietta nera e pantaloncini corti verde fosforescenti, davanti al Gip Andrea Salvatore Romito nell’udienza di convalida del suo arresto.

Durante l’interrogatorio l’indagato non ha risposto alle domande del giudice. “È molto provato”, ha detto il suo legale, l’avvocato Enrico Buono, uscendo dal tribunale.

Fonte foto: ANSA

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963