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TERREMOTI E VULCANI

Scosse di terremoto tra Udine e Slovenia, la più forte di magnitudo 3.6 al confine col Friuli-Venezia Giulia

Tre scosse di terremoto al confine tra Italia e Slovenia in provincia di Udine: la più forte è stata di magnitudo 3.6

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Simone Vazzana

GIORNALISTA

Giornalista professionista, è caporedattore di Virgilio Notizie. Ha lavorato per importanti testate e tv nazionali. Scrive di attualità, soprattutto di Politica, Esteri, Economia e Cronaca. Si occupa anche di data journalism e fact-checking.

Quattro scosse di terremoto sono state avvertite in provincia di Udine, al confine tra il Friuli-Venezia Giulia e la Slovenia, lunedì 11 settembre. La più forte è stata la prima, di magnitudo 3.6, registrata alle ore 15:21 dall’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv).

Tre scosse in provincia di Udine

Le tre scosse di terremoto registrate al confine tra Italia e Slovenia in provincia di Udine, tra le 15:21 e le 15:38, hanno avuto come epicentro Kal nad Kanalom (frazione di Canale d’Isonzo), in territorio straniero.

La prima ha raggiunto una magnitudo di 3.6 e una profondità di 14 chilometri.

La seconda una magnitudo di 2.5 (profondità 12 chilometri), la terza di 2.1 (11 chilometri).

Terremoto avvertito dalla popolazione

La prima scossa, come riportato dal sito Friulioggi.it, si è sentita nitidamente nella regione, in particolare dagli abitati delle Valli del Natisone, al confine con la Slovenia appunto.

Nessun danno

Secondo quanto riferito da Il giornale della Protezione civile, fortunatamente, non ci sarebbero danni a persone o cose. Al contrario di quanto accaduto col terremoto in Marocco di magnitudo 6.8, dove il numero dei morti continua a crescere.

Quarta scossa

Una quarta scossa è arrivata invece alle 15:57, sempre nelle stesse zone, questa volta con una magnitudo di 2.2 e una profondità di 13 chilometri.

Cosa fare in caso di terremoto

Il vademecum della Protezione civile e quello della Croce rossa italiana offrono ottimi suggerimenti su cosa fare in caso di terremoto.

Cosa fare se ti trovi al chiuso

Trova un riparo. Cerca una porta inserita in un muro portante e riparati lì. Oppure mettiti sotto a una trave o sotto a un tavolo robusto. Allontanati da mobili, lampadari pesanti, specchi a parete e da tutto ciò che può staccarsi e caderti addosso.

Se devi uscire evita l’ascensore, perché può bloccarsi. Ma anche le scale sono pericolose, perché possono crollare.

Se si decide di uscire, proteggersi i piedi: la strada potrebbe essere piena di vetri infranti.

Cosa fare se sei all’aperto

È bene allontanarsi da edifici, ponti e linee elettriche. Meglio stare lontani da terreni franosi perché potrebbero crearsi smottamenti. Su spiagge e sui bordi dei laghi c’è il rischio di tsunami o onde anomale.

Individuare i feriti e tenersi pronti a segnalare ai soccorritori i casi che necessitano di cure, ma senza toccare o spostare i feriti.

Evitare di usare il telefono e l’auto

Ma ci sono altri comportamenti che servono a salvaguardare l’incolumità altrui: evitare di utilizzare il telefono per non intasare le linee e non prendere l’auto per lasciare le strade libere per ambulanze, vigili del fuoco, protezione civile e forze dell’ordine.

Il modo migliore di affrontare un terremoto è certamente quello di essere preparati, a maggior ragione se si vive in un’area ad alto rischio sismico: a casa non dovrebbe mai mancare un kit d’emergenza composto da una cassetta di pronto soccorso, una torcia elettrica, una radio a pile, un estintore. Tutti i membri della famiglia devono sapere dove si trova il kit.

Bisogna sapere dove si chiudono i rubinetti di gas e acqua e l’interruttore generale della luce. Armadi e librerie più alte e pesanti vanno fissati al muro con viti e tasselli. I complementi d’arredo più pesanti come vasi o statuette non vanno tenuti sulle mensole più alte.

È bene conoscere la classificazione sismica del proprio comune e i piani d’emergenza comunali, che sono consultabili sul sito internet della città in cui si risiede.

Ecco, a titolo d’esempio, il piano di Protezione civile del comune di Roma con l’indicazione del rischio sismico e l’elenco delle aree di emergenza e degli edifici strategici. Scuole e luoghi di lavoro poi predispongono generalmente dei piani d’emergenza che è bene conoscere.

Fonte foto: Tuttocittà.it / Virgilio Notizie

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