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Roma perde Expo 2030 e Riyad le soffia l'esposizione universale: scoppia la polemica, tra accuse e sospetti

Soltanto 17 voti per la candidatura di Roma a Expo 2030 che viene assegnata a Riyad. Amarezza del sindaco Gualtieri, accuse dai vertici del comitato

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Roma esce sconfitta dalla corsa per Expo 2030. L’esposizione universale è andata a Riyad grazie ai 119 voti ricevuti al Palais des Congrès di Parigi dai delegati del Bureau international des Expositions. La Capitale è arrivata terza con soli 17 voti dietro alla candidata della Corea del Sud, Busan, che ha ottenuto 29 preferenze. E mentre l’Arabia Saudita festeggia, il presidente del comitato promotore italiano, l’ambasciatore Giampiero Massolo attacca: “Fino all’ultimo, né a noi né ai coreani risultavano numeri di questa portata, quindi anche sull’ultimo miglio qualcosa deve essere successo – ha dichiarato – Non critico, non accuso, non ho prove, ma la deriva mercantile riguarda i governi, riguarda anche gli individui talvolta”. Tra accuse e sospetti, scoppia la polemica.

Le accuse

“Se questo è quello che sceglie, a stragrande maggioranza, la comunità internazionale, significa che la scelta va al metodo transazionale, non transnazionale. Vale il principio dell’interesse immediato, vale il principio della deriva mercantile” è quanto dichiarato a caldo dall’ambasciatore Giampiero Massolo.

È pericoloso – ha aggiunto – oggi l’Expo, prima i mondiali di calcio, poi chissà le Olimpiadi…non vorrei che si arrivasse alla compravendita dei seggi in consiglio di sicurezza, perché se questa è la deriva io credo che l’Italia non ci debba stare”.


Bebe Vio durante la presentazione della candidatura di Roma e Expo 2030

La delusione di Gualtieri

La delusione è evidente in tutta la delegazione italiana arrivata a Issy-Les-Molineaux, alle porte di Parigi, a partire dalle parole del sindaco di Roma, Roberto Gualtieri: “Una brutta sconfitta, siamo amareggiati” ha commentato subito dopo l’esito, sottolineando la “vittoria schiacciante di Riyad” e che bisogna “sportivamente accettare la sconfitta”.

“Il nostro progetto era molto bello – ha detto il primo cittadino – ma i rapporti di forza economici, che qui sono stati espressi, come avevamo anche segnalato e denunciato, hanno portato a un voto nettissimo. È un tema: molti eventi internazionali stanno andando a colpi di risorse nel Golfo, avevamo segnalato questo problema”.

Al seguito del comitato, con le tre testimonial Bebe Vio,  campionessa paralimpica di scherma, e le attrici Sabrina Impacciatore e Trudie Styler, moglie di Sting, anche il ministro dello Sport, Andrea Abodi: “La delusione c’è, naturalmente, è una delusione dei numeri che sembrano dimostrare un consolidamento del consenso di Riad che non penso sia necessariamente quello degli ultimi giorni e delle ultime settimane – ha dichiarato l’esponente del Governo – D’altro canto, non penso che l’universalità di Roma passi necessariamente per l’esposizione universale”.

Le reazioni della politica italiana

Reazioni sulla delusione di Roma alla candidatura per l’Expo 2023 arrivano anche dall’Italia: “Expo sarebbe stato importante per il sistema Paese ma purtroppo non siamo riusciti a farci valere e siamo addirittura scivolati al terzo posto. Un’esperienza che ci lascia l’amaro in bocca e rammarico” ha dichiarato il presidente del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte.

“La sconfitta di Roma sull’Expo è una figuraccia galattica sia di Gualtieri che di Meloni – ha scritto sui social il capogruppo al Senato di Italia Viva, Enrico Borghi – Perdere ci sta. Ottenere solo 17 voti dimostra una irrilevanza che l’Italia non merita. I sovranisti non sono credibili a livello internazionale, ormai è chiaro a tutti. E il Campidoglio deve darsi una mossa, perché questa Amministrazione non funziona”.

“Un’occasione persa per Roma ma anche per Expo. Una candidatura nata male e sostenuta peggio. Che peccato – ha scritto sui suoi profili il leader di Azione, Carlo Calenda.

Le congratulazioni all’Arabia Saudita sono arrivate dal ministro degli Esteri, Antonio Tajani: “Era una situazione molto complicata, avevamo dei competitor fortissimi. Noi abbiamo ereditato una candidatura e una situazione dove c’erano già impegni presi da parte di molti Stati – ha dichiarato il vicepremier in riferimento alla candidatura di Roma ad Expo 2030 del Governo Draghi – Quindi abbiamo cercato di far sì che si potesse ribaltare una situazione che appariva già molto difficile”

I voti

Questi i voti raccolti dalle candidate:

  • Riyad: 119 voti;
  • Busan: 29 voti;
  • Roma: 17 voti.

Cos’è il Bureau international des Expositions

Il Bureau International des Expositions è l’organizzazione intergovernativa che gestisce le Esposizioni Universali e Internazionali.

Fonte foto: ANSA

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