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Politici e vip spiati per dossieraggio, da Fedez a Ronaldo: nell'elenco anche 5 ministri, 16 gli indagati

Da Fedez a Ronaldo, da Marta Fascina a Renzi: ecco i politici e vip spiati dell'inchiesta sul dossieraggio. Indagati 5 giornalisti e un pm antimafia

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Ci sono anche cinque ministri nell’elenco delle personalità della politica, dello sport e dello spettacolo, finite in un presunto caso di dossieraggio, sul quale indaga la procura di Perugia. Nell’inchiesta sulle attività di accesso illecito alle banche dati del luogotenente della Finanza Pasquale Striano, fino a qualche mese fa in servizio alla Direzione nazionale antimafia, risultano 16 indagati a vario titolo, tra i quali anche cinque giornalisti e il pm antimafia Antonio Laudati.

I nomi di politici e vip

Come riportato da Repubblica, nell’elenco dei personaggi della politica spiati al centro dell’inchiesta ci sarebbero l’ex presidente del Consiglio, Matteo Renzi, la deputata ed ex compagna del defunto leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, Marta Fascina, ma anche cinque ministri dell’attuale governo: Guido Crosetto, Alfredo Urso, Francesco Lollobrigida, Gilberto Pichetto Fratin e Marina Elvira Calderone.

Tra i politici emersi dalle carte delle indagini ci sarebbero anche i sottosegretari Giovanbattista Fazzolari, Claudio Durigon e Andrea Delmastro e il vicepresidente della Camera Fabio Rampelli.

Il procuratore Raffele Cantone

L’elenco comprenderebbe anche l’avvocato Piero Amara, Olivia Paladino, compagna di Giuseppe Conte, Irene Pivetti, Marco Carrai, e l’imprenditore Gaetano Caltagirone.

Sarebbero presenti nella lista anche personalità dello spettacolo, come Fedez, e dello sport, in particolare l’ex presidente della Juventus, Andrea Agnelli, l’ex attaccanti bianconero Cristiano Ronaldo e l’attuale allenatore Massimiliano Allegri, oltre al presidente della Federcalcio, Gabriele Gravina.

Gli indagati

L’inchiesta della procura di Perugia parte dall’accusa nei confronti del luogotenente della Guardia di Finanza, Pasquale Striano, di avere effettuato circa 800 accessi illeciti a banche dati riservate, su un totale di 5mila consultazioni da lui eseguite dal 2018 in qualità di funzionario della Dna a capo del “Sos”.

Le ricerche avrebbero avuto l’obiettivo di trovare informazioni sensibili su politici, imprenditori, personalità della finanza e dello sport, attraverso i database del gruppo delle “Segnalazioni economico-finanziarie sospette” e del sistema interno della Dna che archivia anche documenti giudiziari.

Secondo i magistrati guidati da Raffaele Cantone, Striano avrebbe abusato del proprio ruolo, forse anche su input di cinque giornalisti, finiti nell’elenco dei 16 indagati.

Tra questi ci sarebbe anche il sostituto procuratore della Dna, Antonio Laudati, all’epoca dei fatti responsabile della sezione che gestiva le Segnalazioni di operazione sospette (Sos) provenienti dalle banche e dagli istituti finanziari.

Tramite l’avvocato Andrea Castaldo, il magistrato si è dichiarato “assolutamente estraneo” ai quattro episodi contestati: “Risponderemo a tutte le domande, dimostrando e chiarendo la nostra completa estraneità ai fatti contestati” ha dichiarato il rappresentante legale di Laudati.

“L’attuale vicenda processuale nasce a seguito di una relazione di servizio a firma di Laudati rivolta alla Procura della Repubblica di Roma, nella quale si circostanziavano irregolarità commesse da un ufficiale della Guardia di Finanza” ha aggiunto Castaldo, sottolineando che in ogni caso, gli addebiti contestati a Laudati non riguardano personaggi politicamente esposti.

L’inchiesta sul dossieraggio

L’inchiesta sul dossieraggio è nata un anno fa da un esposto del ministro della Difesa Guido Crosetto dopo che su un quotidiano era stato pubblicato un documento relativo alla sua dichiarazione dei redditi e a compensi percepiti da Leonardo. Il fascicolo era finito sul tavolo della procura di Roma, ma dopo il possibile coinvolgimento di Laudati è passato a Perugia.

I reati contestati sono, a vario titolo, quelli di accesso abusivo a sistemi informatici e banche dati, falso e divulgazione di informazioni riservate.

Fonte foto: ANSA

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