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Miocarditi e pericarditi dopo il vaccino Covid? Tutti i dubbi del cardiologo Indolfi, quali sono le differenze

C'è un nesso tra miocarditi e pericarditi col vaccino Covid? Il cardiologo Indolfi spiega le differenze, ma ci sono ancora dubbi

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Luca Bucceri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto del mondo dello sport e della politica, scrive anche di attualità ed economia. Laureato in Scienze della Comunicazione, muove i primi passi nelle redazioni sportive di Palermo per poi trasferirsi a Milano e lavorare per importanti testate.

Negli ultimi anni si è parlato spesso di possibili effetti collaterali del vaccino contro il Covid-19, con tante persone che si sono opposte alla somministrazione per timore di complicazioni. Quelle più discusse sono state le miocarditi e le pericarditi emerse dopo la vaccinazione, ma è ancora da dimostrare se le infiammazioni siano state causate proprio dall’inoculazione del farmaco o dal Coronavirus stesso. E di dubbi ne ha ancora anche il cardiologo Ciro Indolfi.

I dubbi di Indolfi sulle cause

Il presidente della Federazione italiana di Cardiologia e ordinario all’università di Catanzaro Ciro Indolfi, intervistato da La Repubblica, ha sottolineato che ci sono ancora dubbi sul nesso tra le infiammazioni e la vaccinazione. Infatti, spiegando i vari studi degli ultimi anni, Indolfi ha spiegato che soltanto alcuni casi sono stati riportati da persone vaccinate, specialmente in “giovani maschi a cui era stata inoculata la seconda dose a mRNA”.

“Le prove attuali sulla presunta associazione si basano in gran parte su case report e serie di casi pubblicati, nonché su indagini osservazionali e meta-analisi”, ovvero specifica Indolfi, che “sono stati diagnosticati pochi casi di miocardite acuta potenzialmente associati all’immunizzazione durante l’esecuzione di una biopsia endomiocardica”.

Il cardiologo ha quindi spiegato che “sono rimasti alcuni e fondati dubbi sulla reale incidenza di questa complicanza”.

Cos’è e sintomi della miocardite

Ma qual è la differenza tra miocardite e pericardite? A spiegarla è lo stesso Indolfi.

La miocardite, spiega, è “una malattia infiammatoria che interessa il miocardio (il tessuto muscolare del cuore) che riconosce diverse cause, tra cui l’infettiva (prevalentemente da virus), da farmaci o da altre sostanze tossiche, o anche da un’alterazione del sistema immunitario”.

Il cardiologo ha specificato che la diagnosi “si basa su dati clinici, enzimatici, sui biomarcatori cardiaci, e su esami strumentali come Ecg, risonanza magnetica ed ecocardiogramma” e che la miocardite si presenta plurisintomatica. Tra i sintomi tipici ci sono dolore toracico, dispnea e palpitazioni.

La miocardite acuta è molto rara e ha un tasso di mortalità molto basso. L’incidenza “varia in base al tipo di vaccino, sesso ed età e dopo la prima, seconda o terza dose di vaccinazione”.

Pericardite, sintomi e cause

La pericardite, invece, è una malattia infiammatoria che interessa il pericardio, cioè la sierosa. Può essere isolata od associata ad una malattia infiammatoria/infettiva sistemica o primariamente di un altro organo o apparato.

Ha un’incidenza di 27,7 casi per 100mila abitanti/anno. I sintomi più frequenti sono solitamente dolore toracico, riduzione del dolore con il busto in avanti, febbre, dispnea, astenia, palpitazioni e nei casi più gravi si può avere versamento e tamponamento.

Vaccino sì o no? L’idea di Indolfi

Ma quindi, con i dubbi relativi al nesso tra infiammazioni cardiache e vaccino, cosa fare? Indolfi, nell’intervista a La Repubblica, è chiaro.

“I benefici di tutti i tipi di vaccini approvati dall’Oms contro il Covid superano di molto i rischi” le parole del cardiologo che ha poi sottolineato: “Il vaccino protegge se stessi, ma anche tutti gli altri con cui veniamo a contatto”.

Fonte foto: ANSA

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