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Matteo Bassetti frena sui contagi della nuova variante Covid: «Gli interlocutori cinesi non sono credibili»

L'infettivologo Matteo Bassetti rassicura sui contagi della nuova variante del Covid. Secondo l'infettivolgo l'allarme della Cina non è credibile

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Giuseppe Pastore

GIORNALISTA

Giornalista professionista, si occupa di attualità e politica parlamentare seguendo i lavori di Camera e Senato. Laureato in Giurisprudenza, muove i primi passi nel giornalismo scrivendo di cronaca e politica in Puglia per poi collaborare con alcune testate nazionali.

La Cina non è credibile quando lancia un nuovo allarme sulla variante del Covid che potrebbe portare a 65 milioni di nuovi casi a settimana. A dirlo è l’infettivologo Matteo Bassetti. Il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico ‘San Martino’ di Genova ha rassicurato sul fatto che la nuova variante cinese non è un pericolo per la tenuta dei sistemi sanitari. «Sul Covid non stiamo tornando indietro», ha precisato Bassetti nel corso di un’intervista rilasciata a Tgcom24.

Secondo Bassetti l’allerta cinese non è credibile

Matteo Bassetti ha frenato sulle conseguenze che la nuova variante del Covid potrebbe avere, ridimensionando l’allarme lanciato nei giorni scorsi dalla Cina.

«Gli interlocutori cinesi non sono credibili», ha dichiarato l’infettivologo genovese secondo il quale non ci sarebbe nessun rischio per l’Italia.

Il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova, Matteo Bassetti

La Cina ha fatto sapere che la nuova variante del Covid, la XBB, è simile alla omicron ma più contagiosa. Per questo, l’allerta lanciata è che a giugno si potrebbe assistere a un picco di contagi con circa 65 milioni di casi a settimana.

Nessun rischio per la tenuta del sistema sanitario

Ma i numeri ipotizzati dagli esperti cinesi non convincono Matteo Bassetti. «I dati diffusi sono relativi a un modello matematico», ha detto il direttore della Clinica Malattie Infettive del Policlinico di Genova.

Quello che bisognerebbe valutare, invece, è il numero dei contagi che potrebbero mettere in affanno gli ospedali. E al momento «nessuno» sarebbe in grado di causare una nuova crisi nelle strutture sanitarie come quella dei mesi più duri della pandemia.

Gli stessi cinesi, infatti, riferiscono che i contagi riconducibili alla nuova variante causano sintomi simili a quelli influenzali.

«Mi sembra una boutade messa lì», avanza Bassetti a poche settimane dalla fine della pandemia annunciata dall’Organizzazione mondiale della sanità.

La necessità di lavorare a un nuovo piano pandemico

L’infettivologo ha escluso, inoltre, che la nuova variante Covid che si sta diffondendo in Cina possa avere ripercussioni sul nostro Paese.

Questo non significa che si possa abbassare la guardia. È importante, infatti, fare tesoro della lezione della pandemia.

«Serve un nuovo piano pandemico», ha precisato Bassetti evidenziando l’importanza di continuare con la ricerca, pensando già a farmaci e nuovi vaccini come quello in via di approvazione che contrasterà la nuova variante.

Fonte foto: ANSA

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