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La Germania rivuole il Discobolo “comprato da Hitler”, ma arriva il secco rifiuto del ministro Sangiuliano

La Germania rivendica la proprietà del Discobolo, “acquistato” da Hitler. Irremovibile il ministro Sangiuliano: “Devono passare sul mio cadavere”

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Ubaldo Argenio

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di cultura, sport e cronaca, scrive anche di attualità, politica e spettacolo. Laureato in Scienze della Comunicazione, inizia a collaborare con testate locali di Benevento per poi passare a testate nazionali, per le quali si è occupato principalmente di approfondimenti sportivi e culturali. Lavora anche come editor.

Il museo di Monaco di Baviera vorrebbe riportare in Germania la scultura del Discobolo, statua adorata da Hitler che venne usata come simbolo dell’estetica nazista. Ma il ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, si oppone fermamente alla richiesta: “Devono passare sul mio cadavere”.

La richiesta della Germania

È arrivata dai vertici del Staatliche Antikensammlungen und Glyptothek (letteralmente Collezioni Nazionali di Oggetti Antichi) di Monaco di Baviera la richiesta di “restituzione” del Discobolo Lancelotti, riproduzione marmorea dell’opera originariamente in bronzo, che è oggi esposta a Palazzo Massimo, nel Museo Nazionale Romano di Roma.

La richiesta, che ha fatto nascere un caso diplomatico tra Roma e Berlino, è stata avanzata con una lettera inviata dal direttore del Museo Nazionale Romano, Stéphan Verger, al suo collega Florian S. Knauß, direttore della Gliptoteca di Monaco, nella quale è presente una raccolta di marmi, fondata da Luigi I di Baviera nel 1815.

Verger, come riportato dal Corriere, ha richiesto a Knauß l’invio della base marmorea del Discobolo, ritrovata nel 1781 sull’Esquilino. Di tutta risposta, il direttore della Gliptoteca non solo ha negato la restituzione della base, ma ha anzi richiesto il “rimpatrio” del Discobolo, a suo dire “legalmente acquistata dallo Stato Tedesco”.

Hitler e il Discobolo

La statua, che fece ritorno in Italia dopo le spoliazioni napoleoniche, era in possesso del principe romano Lancellotti, che si trovò “costretto” a cederla alla Germania nazista per ordine di Benito Mussolini e del ministro degli Esteri Gian Galeazzo Ciano, dopo che Adolf Hitler ne rimase colpito la sua visita a Roma nel maggio 1938.

Nella sua risposta però, Florian S. Knauß ha affermato che l’opera “venne legalmente acquistata dallo Stato Tedesco dopo essere stata offerta al Metropolitan Museum di New York. Le istituzioni italiane al potere in quel momento furono d’accordo con l’esportazione. Non è stato nemmeno un ‘regalo’ a Adolf Hitler. Il rimpatrio in Italia ha violato la legge, secondo l’opinione legale dello stato bavarese e del nostro museo”.

Il direttore, che evita accuratamente di far menzione dei due regimi che all’epoca stavano opprimendo i popoli tedeschi e italiani, cita due saggi che confermerebbero la sua ricostruzione dei fatti. Ma per il ministro Sangiuliano non esiste possibilità che la statua possa far ritorno in Germania.

Le parole del ministro Sangiuliano

“L’opera deve assolutamente restare in Italia perché è patrimonio della Nazione. Spero ci venga restituita la base settecentesca”. Sono queste le prime parole sull’argomento pronunciate dal ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano, per il quale i tedeschi, per poter ottenere il Discobolo, “devono passare sul mio cadavere”.

“Penso che la ministra federale della Cultura, Claudia Roth, non sappia nulla di questa storia – ha poi continuato il ministro – E sono certo che la collaborazione tra Germania e Italia, già ottima in tanti campi, migliori ancora in futuro anche in quello culturale”.

Durante il regime nazista, i gerarchi del Terzo Reich depredarono l’Italia di molte opere d’arte. Questo potrebbe innescare un serio problema diplomatico tra i due Stati dato che, parlando di “vendita regolare” ad Hitler, la Germania sembrerebbe quasi voler oscurare una delle peggiori pagine della storia recente europea.

Fonte foto: Getty

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