NOTIZIE
POLITICA ESTERA

Israele non risponderà all'Iran ma attaccherà Rafah, c'è l'accordo con gli Usa: perché Netanyahu ha accettato

L'accordo tra Usa e Israele prevede il via libera all'operazione militare su Rafah: in cambio Benjamin Netanyahu dovrà rinunciare ad attaccare l'Iran

Pubblicato: Aggiornato:

Roberto Vivaldelli

GIORNALISTA

Giornalista professionista esperto di relazioni internazionali e geopolitica, scrive anche di attualità, cultura ed economia. Collaboratore di diverse testate nazionali, ha scritto due libri e curato la pubblicazione in italiano di un saggio del politologo statunitense John J. Mearhseimer.

Israele potrebbe aver ottenuto il via libera da parte dell’amministrazione Biden all’operazione militare su Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. In cambio, Benjamin Netanyahu, premier capo del gabinetto di guerra israeliano, dovrebbe rinunciare ad attaccare l’Iran.

Semaforo verde su Rafah: l’accordo con gli Usa

L’indiscrezione di un possibile patto tra Israele e Stati Uniti su Rafah è stata riportata dal quotidiano qatariota The New Arab e ripresa dalla testata israeliana Jerusalem Post.

Un alto funzionario ha dichiarato a The New Arab che “il Primo Ministro Benjamin Netanyahu è riuscito ad ottenere l’approvazione americana per un’operazione militare a Rafah, in cambio del fatto che Israele si astenga dal condurre un’ampia operazione militare contro l’Iran in risposta al suo recente attacco”.

Teheran ha condotto, nella notte tra il 13 e il 14 aprile, un attacco di rappresaglia contro il territorio di Israele con circa 300 droni e missili dopo che Tel Aviv ha bombardato il consolato iraniano di Damasco, in Siria, uccidendo sette membri del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica.

L’indiscrezione e la volontà degli Usa sull’Iran

Secondo l’alto funzionario, l’annunciata risposta israeliana contro l’Iran, in rappresaglia all’attacco del 13 e 14 aprile scorso condotto dalla Repubblica Islamica, “contraddice la volontà degli Stati Uniti e non è realistico” viste anche le affermazioni israeliani secondo cui “gli Stati Uniti hanno svolto il ruolo principale nel respingere l’attacco iraniano e nel prevenire il suo successo”.

Il portavoce della Casa Bianca, John Kirby ha infatti sottolineato che il presidente Joe Biden “non vuole un’escalation nel conflitto in Medio Oriente” e si è detto “fiducioso che Netanyahu, con cui ha parlato diverse volte, sia consapevole delle sue preoccupazioni”.

Il presidente Usa Joe Biden ha chiesto a Netanyahu di non attaccare l’Iran

Joe Biden ha riferito al premier israeliano che gli americani non avrebbero partecipato ad alcun atto di rappresaglia contro l’Iran.

Gli scenari possibili

L’indiscrezione riportata dal quotidiano del Qatar contraddice la volontà di parte dell’opinione pubblica israeliana e di alcuni membri della leadership dello stato ebraico di attaccare l’Iran.

L’ambasciatore di Israele negli Stati Uniti, Michael Herzog, ha dichiarato che “Israele reagirà contro l’Iran, e non ci vorranno anni – presto i missili iraniani saranno dotati di testate nucleari”.

Secondo gli esperti, Tel Aviv potrebbe decidere di non colpire direttamente il territorio iraniano ma uno degli attori “proxy” di Teheran nella regione.

L’eventuale rappresaglia, secondo quanto riportato da Abc news, potrebbe non andare in porto prima della fine della Pasqua ebraica che comincia lunedì 22 aprile e termina il 29. Ora, tuttavia, il “patto con gli Usa” potrebbe cambiare tutto.

Fonte foto: ANSA

© Italiaonline S.p.A. 2024Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963