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CRONACA ESTERA

Il Senato della Nigeria ferma la guerra con il Niger: veto degli stati del nord, più lontano l'intervento

Il Senato della Nigeria potrebbe aver allontanato il conflitto in Africa occidentale

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Matteo Runchi

REDATTORE

Redattore esperto di economia, appassionato di tecnologia e sport. Scrive di attualità e cronaca. Laureato in Storia all’Università degli Studi di Milano, ha lavorato per diversi siti e redazioni.

La guerra è più lontana. I senatori della Nigeria avrebbero respinto la proposta del presidente Tinubu di autorizzare un intervento militare in Niger. Senza il supporto di Abuja, l’ECOWAS potrebbe ritardare la guerra.

Il no dei senatori del nord

Una riunione a porte chiuse tra il presidente della Nigeria Tinubu e i senatori potrebbe aver rallentato il conflitto in Africa occidentale. I parlamentari del nord avrebbero infatti avvertito il capo di stato che non supporteranno un eventuale intervento militare contro i golpisti in Niger.

La Nigeria condivide con il Niger oltre 1500 chilometri di confine proprio nella parte settentrionale del Paese. I senatori del nord hanno paura che una guerra possa destabilizzare le loro regioni.

Manifestanti a favore del golpe in Niger

Per intervenire militarmente all’estero il presidente della Nigeria ha bisogno dell’autorizzazione da parte del parlamento, Senato incluso ma secondo quanto riportato dall’agenzia ANSA, che cita fonti locali, il 90% del ramo del parlamento sarebbe contrario.

La potenza militare della Nigeria

Senza il supporto della Nigeria, gli stati dell’Africa occidentale potrebbero ripensare ad un intervento militare contro i golpisti in Niger. Abuja comanda l’esercito più numeroso della regione, con oltre 135 mila uomini, e può contare su 215 milioni di abitanti per sostenere lo sforzo bellico.

Gli altri stati dell’ECOWAS, l’alleanza economica dell’Africa occidentale, non son paragonabili per dimensioni alla Nigeria: il secondo più popoloso è il Ghana con 34 milioni di abitanti.

Senza il supporto dello Stato più importante della comunità economica, il minacciato intervento militare che potrebbe scattare dopo il termine dell’ultimatum imposto al Niger, la mezzanotte di domenica, potrebbe non partire.

Il colpo di stato in Niger e l’ECOWAS

Il 27 luglio l’esercito del Niger ha deposto il presidente Bazoum. Il Paese è ora sotto il controllo di una giunta militare presieduta dal generale Abdourahmane “Omar” Tchiani.

In conseguenza al colpo di stato, l’ECOWAS, la comunità economica degli stati dell’africa occidentale, ha posto un ultimatum: o in Niger verrà ristabilito l’ordine democratico entro il 6 agosto, o l’alleanza potrebbe intervenire militarmente.

Il Niger è il terzo stato dell’ECOWAS che negli ultimi anni viene sospeso a causa di un cambio di regime. Prima era toccato a Mali e Burkina Faso, che hanno ora minacciato di scendere in guerra contro il resto della comunità economica in caso di intervento militare.

Fonte foto: ANSA

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