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Il figlio di Totò Riina chiede la carta d'identità a Corleone ma il Comune gliela nega: qual è il motivo

Salvo Riina si è sfogato con una nota diffusa dal suo legale sul rifiuto del Comune, dove è tornato a vivere, del rinnovo della sua carta d'identità

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Claudio Carollo

GIORNALISTA

Classe ’88, è giornalista professionista dal 2017. Scrive di cronaca e attualità economico-politica, interessandosi nel tempo di tematiche sociali e sport. Ha collaborato con diverse testate nazionali, con esperienze anche in radio.

Dice di sentirsi “perseguitato” Giuseppe Salvatore Riina, detto Salvo, terzogenito di Totò Riina, tornato a vivere dopo oltre 8 anni di carcere a Corleone, il paese della famiglia nel Palermitano. Il figlio dell’ex boss mafioso morto nel 2017 ha affidato il suo sfogo al proprio legale di fiducia, Fabia Gubitoso. Il motivo sarebbe il rifiuto da parte dell’amministrazione comunale del rinnovo della sua carta d’identità.

Corleone contro il figlio di Totò Riina

“Nonostante abbia pagato il mio debito con la giustizia nonostante mi sia allontanato da ogni logica delinquenziale e nonostante non abbia più nessun procedimento a carico, mi sento perseguitato, oppresso, tartassato e bersagliato per ogni cosa io faccia” parla così Salvo Riina attraverso il suo avvocato, denunciando il ‘no’ del Comune di Corleone, da dove è stato lontano per quasi 15 anni tra prigione e periodo di sorveglianza, ad eccezione della deroga concessa dai giudici nel 2017, quando gli è stato permesso di fare da padrino al battesimo del nipotino. Dal suo ritorno in paese nell’aprile di quest’anno, Riina jr risiede attualmente con la madre.

Secondo quanto spiegato dall’avvocato Gubitoso, del Foro dell’Aquila, il sindaco ha infatti convocato un consiglio comunale “al fine di deliberare di ‘sollecitare le autorità e la magistratura ad obbligare il Riina a lasciare la città poiché la sua presenza viene ritenuta inopportuna, sgradita e indesiderata“.

Lo sfogo di Riina jr

“Affermare pubblicamente che il Riina sia ancora pericoloso significa non credere alla rieducazione del reo e calpestare la nostra Costituzione – scrive ancora nella nota affidata al suo legale – continuare ad accostare il suo nome al padre, significa avere pregiudizi e preconcetti indelebili”.

“Voglio essere Iasciato in pace e poter vivere tranquillamente la mia vita, seguendo il mio lavoro di autore e dedicare il mio tempo ai miei affetti e interessi, come una persona qualsiasi” ha concluso Salvo Riina nel suo sfogo.

Salvo Riina durante la registrazione dell’intervista a Porta a Porta

Chi è Salvo Riina

Nato a Palermo il 3 maggio 1977, Giuseppe Salvatore ‘Salvuccio’ Riina, è il terzo figlio di Totò Riina. Arrestato nel 2002, è tornato libero nel 2019 dopo avere scontato una condanna definitiva ricevuta nel gennaio 2009 a 8 anni e 10 mesi per associazione mafiosa, riciclaggio ed estorsione.

Scarcerato per decorrenza dei termini già nel 2009, era tornato in prigione per scontare gli ultimi 10 mesi della pena. Nel 2016 era salito alla ribalta per aver pubblicato un libro sulla famiglia intitolato “Riina Family Life”.

Fonte foto: ANSA

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