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Il colosso immobiliare Evergrande dichiara bancarotta: shock in Cina, ora i mercati temono l'effetto domino

In Cina Evergrande immobiliare ha dichiarato bancarotta. Cade uno dei pilastri dell'economia cinese e si temono ripercussioni anche in Occidente

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Mauro Di Gregorio

GIORNALISTA

Laurea in Scienze della Comunicazione all’Università di Palermo. Giornalista professionista dal 2006. Approdato a QuiFinanza e Virgilio Notizie dopo varie esperienze giornalistiche fra Palermo e Milano. Si interessa principalmente di cronaca, politica ed economia.

Ha dichiarato bancarotta Evergrande, colosso cinese del settore immobiliare nonché colonna dell’economia nel Paese del Dragone. La società ha dichiarato istanza di fallimento a New York, come riferisce la stampa statunitense.

Fallito il gruppo cinese Evergrande

Non si tratta di un fulmine a ciel sereno, poiché negli ultimi anni di avvisaglie se ne erano già registrate.

Ma la caduta del gigante asiatico avrà certamente ripercussioni importanti sul mercato interno e, eventualmente, anche su quello globale.Il premier cinese Xi Jinping.

Evergrande era la più grande realtà immobiliare cinese per volume di vendite.

La frenata del settore ha costretto la società a indebitarsi e nel 2021 si è registrato il primo fallimento che ha travolto come un fiume in piena l’intera economia cinese.

Nel marzo 2023, con più di 270 miliardi di dollari di passività, la società ha presentato un gigantesco piano di ristrutturazione per ripagare i suoi creditori internazionali.

Al momento della bancarotta i debiti accumulati superavano i 330 miliardi.

Evergrande in bancarotta: si temono conseguenze su larga scala

Evergrande, colosso immobiliare con base a Shenzhen, era una società con importanti ramificazioni all’estero, soprattutto negli Usa.

Ecco perché la caduta del titano asiatico fa tremare i mercati statunitensi e occidentali in generale.

Subito dopo la diffusione della notizia, la Banca centrale cinese ha lanciato segnali distensivi annunciando che avrebbe adeguato “le politiche immobiliari in modo tempestivo”.

Prima della caduta Evergrande soffriva già la stretta dei prestiti bancari decisa dalla leadership comunista.

Economia cinese in rallentamento

Il fallimento di Evergrande arriva nel peggior momento possibile per l’economia cinese.

La locomotiva asiatica cresce, ma sotto alla soglia del 5% fissato dal governo per il 2023.

Per la Cina, seconda economia mondiale dopo gli Usa, una crescita inferiore al 5% significa mettere in dubbio tutti i piani di sviluppo e di occupazione stabiliti a tavolino dalla politica.

La Cina è inoltre in deflazione. I dati della prima metà di agosto hanno segnato questi risultati:

  • import: -12,4%;
  • export: -14,5%;
  • indice dei prezzi al consumo: -0,3%;
  • indice dei prezzi alla produzione: -4,4%.

La Cina ha sperimentato un calo dei prezzi generalizzato dovuto a una flessione della domanda interna, sia dei consumatori che delle imprese.

Si è inoltre registrato un calo nelle esportazioni. Tutto questo è stato condito da una contrazione del credito nei confronti di famiglie e imprese.

Ora si attendono gli effetti sull’economia del terremoto immobiliare rappresentato dal crollo di Evergrande.

Fonte foto: 123RF

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