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Il caso Denis Verdini arriva alla Camera, è bagarre in Aula: le opposizioni chiamano in causa Salvini

Dopo l'arresto di Tommaso Verdini il caso approda alla Camera, scoppia la bagarre per la richiesta delle opposizioni al ministro Matteo Salvini

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Marco Vitaloni

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista esperto di politica e con una passione per tecnologia e innovazione, scrive quotidianamente di cronaca e attualità. Marchigiano, studi in Comunicazione, collabora con diverse realtà editoriali locali e nazionali.

L’inchiesta sulle commesse Anas che coinvolge Denis Verdini e il figlio Tommaso diventa un caso politico e irrompe alla Camera impegnata nell’approvazione della manovra economica. Scoppia la bagarre in Aula, con le opposizioni che chiedono una informativa urgente al ministro Matteo Salvini per chiarire i suoi legami con i Verdini.

Il caso Verdini approda alla Camera

Diventa un caso politico che chiama in causa il governo l’inchiesta giudiziaria sul presunto “sistema Verdini”, che vede l’ex senatore di Forza Italia Denis Verdini indagato e il figlio Tommaso agli arresti domiciliari.

Dopo l’arresto di ieri di Tommaso Verdini nell’ambito dell’inchiesta della procura di Roma su delle commesse Anas in cui si ipotizza anche il reato di corruzione, le opposizioni hanno chiesto al ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini di riferire in Parlamento su quanto accaduto.

 Matteo Salvini con la fidanzata Francesca Verdini

Ma anche sui suoi rapporti con i Verdini: come noto, il leader leghista è legato sentimentalmente con Francesca, figlia di Denis e sorella di Tommaso.

Le opposizioni chiedono a Salvini di riferire in Parlamento

A sollevare per primo il caso dell’inchiesta Verdini è stato il deputato del Movimento Cinque Stelle Federico Cafiero de Raho, che ha chiesto un’informativa urgente del ministro Salvini sul “sistema di consulenza e appalti pubblici banditi da Anas”.

“Bisogna che il parlamento sappia in quale misura i fatti coinvolgano Anas, per quanti e quali appalti, quali misure adottate per prevenire la corruzione, quale coinvolgimento degli esponenti delle istituzioni e per questo chiediamo che il ministro venga urgentemente a riferire rispettando in pieno la presunzione di innocenza ma pretendendo chiarezza sui fatti di cui la stampa parla”, ha dichiarato in Aula l’ex procuratore nazionale antimafia.

Sulla stessa linea Deborah Serracchiani del Pd: “Oltre alla vicenda giudiziaria c’è la necessità di dare trasparenza e chiarezza a rapporti e relazioni che non possono coinvolgere nessuno nel governo né funzionari pubblici. C’è una questione politica e chiediamo che rispetto a questa questione politica ci sia un intervento del governo, che smentisca ed elimini questa ambiguità, politica prima ancora che giudiziaria”.

“Non siamo interessati alla vicenda giudiziaria – aggiunge Angelo Bonelli dei Verdi – ma quando si cominciano a incontrare imprenditori a casa o nei ristoranti, per discutere questioni che attengono un dicastero, c’è un problema che riguarda il comportamento rigoroso che dovrebbe avere un ministro o un sottosegretario”.

Bagarre alla Camera sul caso Verdini

Dai banchi del centrodestra, e della Lega in particolare, si alza la protesta e partono applausi di scherno. Ma la bagarre esplode quando Enrico Costa di Azione si smarca dalla richiesta delle opposizioni, tra le proteste dei colleghi di PD, M5S e Alleanza Verdi-Sinistra.

L’ex esponente di Forza Italia attacca Cafiero de Raho, al quale dice “non siamo in tribunale a fare requisitorie” e difende Salvini.

“Non possiamo portare avanti lo schema delle informative a gettone, a gettone della stampa quotidiana. Non si interessa il Parlamento all’inizio di un’inchiesta”, dice Costa in Aula.

Fonte foto: ANSA

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