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Gregoretti, bufera su Casellati. Spunta l'ipotesi di disertare

Scoppia la polemica per la decisione della presidente del Senato di votare nella Giunta per le Immunità

La Giunta per le Immunità del Senato voterà il 20 gennaio l’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini per il caso Gregoretti. La decisione è arrivata dopo l’approvazione dell’ordine del giorno del centrodestra, nonostante siano scaduti oggi i giorni perentori. Ne dà notizia l’Ansa.

Alla votazione ha partecipato anche la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati, votando a favore e scatenando la polemica tra i partiti di maggioranza.

Caso Gregoretti, l’ipotesi della maggioranza

Il dibattito è proseguito anche dopo la decisione, ritenuta “illegittima”, e secondo quanto riferisce l’Ansa la maggioranza sta vagliando le opzioni possibili, fra cui l’ipotesi di disertare la riunione di lunedì.

In caso di assenza dei 10 senatori di Pd, M5s e Italia viva (oltre ai due del gruppo Misto, Pietro Grasso e Gregorio De Falco, anche loro pro-autorizzazione), vincerebbe il centrodestra con il ‘no’ al processo. Un esito che comunque potrebbe volgere a favore della coalizione giallorossa: Salvini, a quel punto, non potrebbe dire di essere stato ‘condannato’ dalla maggioranza, a una settimana dal voto in Emilia e Calabria. E si regolerebbero i conti nella votazione, quella decisiva, in Aula a febbraio.

La reazione di Matteo Salvini

“Se lunedì, come pare, perché i numeri ce li hanno a favore, Pd, Matteo Renzi e Movimento 5 Stelle decideranno che devo esser processato, andrò in quel Tribunale a testa alta, sicuro di rappresentare la maggioranza del popolo italiano”, ha dichiarato lo stesso Matteo Salvini in diretta su Telelombardia.

“È incredibile l’ingiustizia in Italia. Si ritiene che una signorina tedesca, che ha rischiato di uccidere dei militari italiani, non debba essere processata. E invece si vuole processare un ministro che ha difeso i confini del suo Paese”, ha dichiarato Matteo Salvini riguardo la decisione della Cassazione su Carola Rackete.

In un comizio a Riace, per cui è stato contestato da Mimmo Lucano, riporta l’Ansa, l’ex ministro degli Interni ha annunciato: “Lo facciano, mi mandino a processo, ma ci sarà bisogno di un tribunale molto grande, perché penso che la stragrande maggioranza del popolo italiano sarà con me“.

“Sulla Gregoretti nessun rinvio. Ottimo. La maggioranza Pd, Movimento 5 Stelle, Matteo Renzi e Giuseppe Conte non potrà scappare dal giudizio degli italiani, a partire da calabresi ed emiliano romagnoli“, ha dichiarato la portavoce della Lega Erika Stefani all’Ansa a margine del vertice in Senato.

Caso Gregoretti: Giorgia Meloni difende la decisione della Giunta

Giorgia Meloni, a termine di un comizio a Ravenna, ha dichiarato all’Ansa: “Il tentativo di rinvio del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti dell’ex ministro Matteo Salvini era una vergogna degna di una maggioranza vigliacca che sa che la maggior parte degli italiani è d’accordo con le politiche che aveva fatto al tempo”.

“La maggioranza degli italiani”, ha proseguito la presidente di Fratelli d’Italia, “è d’accordo con il controllo dei flussi migratori, non è d’accordo sul processare un ministro che fa il suo lavoro”.

Questa maggioranza, ha dichiarato Giorgia Meloni, “ha tentato di farlo lo stesso senza assumersene la responsabilità politica. Adesso gli italiani ancora di più sapranno, il 20 gennaio, prima di andare al voto, con chi hanno a che fare“.

Ovvero “con una sinistra, che è uguale in tutto il mondo: o riesce a vincere le elezioni, cosa che orami non accade più, oppure deve riuscire a rimuovere i suoi avversari politici con strumenti che nulla hanno a che fare con la democrazia“, ha concluso la senatrice ai microfoni dell’Ansa.

Polemica per la decisione della presidente del Senato

“Da oggi, è certificato dai suoi atteggiamenti e dalla sua volontà di esprimersi, la presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati non è più super partes e ha deciso di scendere, per motivi suoi che riteniamo non sufficienti, pesantemente nell’agone politico diventando un presidente del Senato di parte“, ha affermato in Aula il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci.

“La presidente ha gettato la maschera, ha fatto un colpo di mano. La consideriamo una situazione gravissima per il Paese”, ha aggiunto.

Sulla possibilità che il Pd diserti la Giunta delle Immunità il 20 gennaio, Andrea Marcucci ha dichiarato ai cronisti dell’Ansa: “Non lo so, ne ragioneremo. Di sicuro la Giunta si riunisce in modo illegittimo“,

“Ma la cosa più grave è che noi avevamo proposto che si riunisse oggi per completare il nostro lavoro, ma evidentemente questa cosa non era di gradimento. Così hanno fatto un colpo di mano gravissimo. Siamo molto preoccupati per la democrazia“, ha concluso.

“Trovo molto grave che cinque minuti prima si stabilisca che il termine è perentorio e dopo cinque minuti, non dopo un giorno, si proceda a stabilire che il termine non è perentorio e quindi si può assolutamente derogare“, ha dichiarato all’Ansa Loredana De Petris, portavoce del Gruppo Misto in Senato.

“E questo è successo dopo che la presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati ha più volte affermato che lei non avrebbe partecipato al voto per la Giunta. Invece ha fatto una scelta che non possiamo non considerare di parte, questo non ce lo saremmo mai aspettati“, ha aggiunto la senatrice di Leu.

“Ho partecipato in rappresentanza del Pd a una assai contrastata e turbolenta riunione di quasi quattro ore della Giunta per il regolamento del Senato chiusa dalla Presidente Maria Elisabetta Alberti Casellati con un atto grave, ovvero la decisione di venir meno alla prassi per cui il Presidente del Senato, assolvendo i doveri di terzietà e imparzialità connessi al proprio ruolo istituzionale, non prende parte alle votazioni“, ha scritto il senatore de Pd Dario Parrini su Facebook.

“Maria Elisabetta Alberti Casellati ha incredibilmente deciso di votare, e in Giunta ha dato il proprio voto a una proposta illegittima di Lega, Forza Italia e Fratelli d’Italia. Voto che è stato decisivo per fare passare la proposta. Un vero e proprio colpo di mano al servizio di Matteo Salvini“, ha aggiunto il capogruppo in Commissione Affari Costituzionali.

“Un colpo di mano che toglie ogni regolarità e legittimità alla riunione della Giunta per le autorizzazioni, che si terrà lunedì prossimo con all’ordine del giorno il rinvio a giudizio di Matteo Salvini per il caso della nave Gregoretti. Vedere un’alta istituzione piegata ai voleri del capo della Lega provoca tristezza, sconcerto e preoccupazione“, ha concluso Dario Parrini.

VIRGILIO NOTIZIE | 17-01-2020 18:20

Camera e Senato: i parlamentari più assenti alle votazioni Fonte foto: Ansa
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