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Gregoretti, sul processo a Salvini maggioranza chiede rinvio voto

Il presidente della Giunta delle immunità del Senato Maurizio Gasparri ha proposto di negare la richiesta di autorizzazione a procedere

È tornata a riunirsi oggi la giunta per le immunità del Senato che deve decidere se concedere il via libera al processo per Matteo Salvini, come chiesto dal Tribunale dei ministri di Catania, sul caso Gregoretti. Stando a quanto riportato da Ansa il presidente della Giunta Maurizio Gasparri ha chiesto di respingere la richiesta di autorizzazione a procedere nei confronti del leader della Lega.

Gasparri, nel corso della relazione illustrata ai senatori all’inizio della nuova riunione ha avanzato la proposta che “la Giunta coerentemente proponga all’assemblea il diniego della richiesta di autorizzazione a procedere“.

Secondo il senatore infatti “si tratta in tutta evidenza di fattispecie del tutto similari ed eventuali enfatizzazioni di aspetti secondari non mutano la realtà delle cose”.

La decisione, viene sottolineato da Ansa, è stata presa “in linea di continuità rispetto alle decisioni già assunte da questo organo in questa legislatura”.

Gregoretti, chiesto il rinvio del voto

Secondo quanto riportato da Ansa il senatore del Movimento 5 Stelle Mattia Crucioli ha chiesto di rinviare il voto della Giunta delle immunità del Senato sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Matteo Salvini sul caso Gregoretti.

La richiesta è stata avanzata tenendo conto della sospensione delle attività delle commissioni di Palazzo Madama prevista dalla Conferenza dei capigruppo dal 20 al 26 gennaio per via delle elezioni regionali del 26. Secondo il calendario, il voto della Giunta è previsto il 20 gennaio.

Il senatore pentastellato ha inoltre chiesto un ulteriore approfondimento dell’istruttoria.

Anche Pd e LeU concordano con il M5s col rinvio del voto sull’autorizzazione a procedere nei confronti di Salvini. A chiederlo, durante la riunione della Giunta delle immunità del Senato, sono stati la senatrice Anna Rossomando e il senatore di Liberi e Uguali Pietro Grasso.

In un primo momento anche Italia Viva, col senatore Francesco Bonifazi, aveva richiesto il rinvio del voto. Il presidente dei sentori Iv Davide Faraone, intervenendo ad Agorà, ha poi spiegato: “Italia Viva non ha chiesto nessun rinvio del voto della Giunta per le autorizzazioni. Stiamo semplicemente prendendo atto della decisione unanime della conferenza dei capigruppo di ieri di sospendere le attività del Senato nella settimana prima del voto in Calabria ed Emilia Romagna. Dovessero esserci altre decisioni le valuteremo con serenità. Eviterei di buttare tutto in caciara politica”.

La senatrice leghista Erika Stefani, a nome di tutti i componenti della Lega presenti nella giunta per le immunità, ha dichiarato: “Parti del Movimento 5 Stelle e parti del Governo provano con il caso Gregoretti a colpire Matteo Salvini. Le carte parlano chiaro: tutti nel governo sapevano e tutti erano direttamente coinvolti. Sul caso Gregoretti ci vuole responsabilità istituzionale, per questo è necessario un dibattito corretto e senza rinvii. La maggioranza è interessata a fare chiarezza sul caso Gregoretti o pensa solo alle elezioni regionali?”.

L’attacco di Salvini

Il leader della Lega Matteo Salvini, venuto a sapere della richiesta rinvio del voto dei partiti di centrosinistra a dopo le elezioni in Emilia Romagna e Calabria, si è sfogato: “Hanno paura di perdere la faccia, sono senza onore e senza dignità”.

Elvira Evangelista, capogruppo del Movimento 5 Stelle nella Giunta delle immunità del Senato, ha poi replicato al leader: “Dovrebbe aver paura lui, è lui l’inquisito non noi”.

Gregoretti, per Gasparri “Conte coinvolto politicamente”

“A prescindere dalla configurabilità o meno di un concorso nel reato del presidente Conte (elemento sul quale la Giunta come detto non può, anzi non deve esprimersi) sicuramente è configurabile un coinvolgimento politico-governativo di quest’ultimo, comprovato innanzitutto dalla assenza di qualsivoglia presa di posizione contraria sulla conduzione del caso Gregoretti da parte del ministro Salvini e sulle scelte dallo stesso operate” ha sottolineato Gasparri.

Poi la difesa: “Il caso era notorio ed era su tutti i mass media e su tutti i giornali di quei giorni. Non era necessaria una comunicazione specifica di Salvini perché gli elementi della vicenda erano ravvisabili in toto dalla stampa”.

Gasparri ricorda inoltre che nella mail del 26 luglio inviata dal consigliere diplomatico di Conte, Benassi, “si legge testualmente ‘persons saved in the sea and currently on board of the ship Gregoretti’; orbene il consigliere diplomatico di Conte parla della presenza dei migranti a bordo della Gregoretti ed è quindi assolutamente inverosimile che Conte stesso non sapesse nulla della vicenda”.

Il senatore ha poi concluso: “Nel caso di specie il coinvolgimento del governo non deve essere quindi valutato dalla giunta ai fini penalistici (ossia ai fini dell’eventuale concorso nel reato del presidente Conte) quanto ai fini politico-governativi. Quindi come precisato anche nella relazione all’assemblea sul caso Diciotti, la Giunta è chiamata a valutare esclusivamente la sussistenza o meno di un interesse pubblico inerente alla funzione di governo”.

VIRGILIO NOTIZIE | 09-01-2020 11:00

salvini Fonte foto: Ansa
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