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Gelmini silurata da Renzi e sostituita al Senato, interviene Calenda: nuove scintille tra Italia Viva e Azione

Guerra su twitter fra Mariastella Gelmini, Matteo Renzi e Italia Viva e Azione, dopo la sua sostituzione in Senato. L'intervento di Carlo Calenda

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Gabriele Silvestri

GIORNALISTA

Giornalista pubblicista, esperto di media, scrive di cronaca, politica e attualità. Laureato in comunicazione alla Sapienza, si è affermato come autore e conduttore di TG e programmi giornalistici. Collabora con diverse redazioni online, emittenti televisive e radiofoniche.

Mariastella Gelmini ha annunciato la sua esclusione dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato in seguito a una decisione da lei attribuita a Matteo Renzi ed Enrico Borghi. In un’accesa polemica che si è sviluppata su X, dopo il primo post dell’ex Ministro dell’Istruzione i contrasti si sono rapidamente allargati tra Italia Viva e Azione. È in particolare Carlo Calenda a difendere con convinzione la posizione di Gelmini, trovando però subito la risposta piccata da parte di altri esponenti di Iv, quali Raffaella Paita e Francesco Bonifazi.

L’annuncio di Gelmini

La senatrice Mariastella Gelmini ha reso pubblica venerdì 3 novembre, non senza amarezza, la sua uscita dalla Commissione Affari Costituzionali del Senato, addossando la responsabilità dell’accaduto a Matteo Renzi e Enrico Borghi.

“Non l’ho deciso io, ma Matteo Renzi e Enrico Borghi, che non hanno avuto neanche il coraggio di dirmelo” ha chiarito immediatamente Gelmini. “La decisione mi è stata comunicata, con non poco imbarazzo, da una funzionaria di IV. Complimenti per lo stile…”


Mariastella Gelmini ha accusato Renzi e Borghi per la sua esclusione dalla Commissione

La risposta di Borghi

L’annuncio via social della senatrice e portavoce di Azione ha immediatamente riacceso i dissapori all’interno dell’ex Terzo polo. Sempre su X, Enrico Borghi ha prontamente replicato alle accuse di Gelmini sottolineando le mancate partecipazioni alle riunioni del gruppo parlamentare.

“Ti risponderò pubblicamente” ha aggiunto nel suo tweet” ritengo che Dafne Musolino sia più capace e affidabile di te in Prima Commissione. Tocca al capogruppo decidere. E ha deciso, sapendo di esprimere il consenso maggioritario del gruppo. Tutto qui. Stai bene”.

Chi è Dafne Musolino

La senatrice Dafne Musolino, nata il 4 settembre 1974 a Messina, ha recentemente attirato l’attenzione mediatica dopo la decisione di lasciare il partito di Cateno De Luca (che non la prese affatto bene) per unirsi a Italia Viva di Matteo Renzi.

Quest’avvocato di professione ha svolto in passato il ruolo di assessore presso il Comune di Messina e ha ottenuto l’elezione al Senato nel collegio uninominale Sicilia – 06 (Messina) il 25 settembre 2022, rappresentando Sud chiama Nord.

La difesa di Calenda

A questo punto, sul “ring social” è salito direttamente Carlo Calenda, che ha difeso Gelmini e puntato il dito proprio contro Borghi e il suo ingresso nel gruppo parlamentare.

“Quando Borghi è entrato nel gruppo parlamentare, la frattura tra Azione e Italia Viva era già consumata. Da Statuto avremmo potuto mettere un veto sul suo ingresso. Non lo abbiamo fatto, ritenendo che avrebbe tenuto un comportamento professionale o almeno conforme alla normale educazione. Amen. Per fortuna tutto ciò è alle nostre spalle” ha sottolineato Calenda.

Le critiche a Calenda di Paita e Bonifazi

Raffaella Paita, coordinatrice di Italia Viva, ha quindi risposto a Calenda ricordandogli che “nei gruppi parlamentari democratici funziona così. Ma ci sono due cose su cui tu proprio non puoi dare lezioni. La prima è l’educazione. La seconda è come si fa politica.”

“Smetti di attaccare Italia Viva e fatti una vita anche senza di noi, se ti riesce” ha tuonato Paita. “Vedo con piacere che attacchi più Renzi di Meloni o Schlein: si chiama ingratitudine del beneficiario rancoroso. Ciao”.

A Paita si è aggiunto infine Francesco Bonifazi. “Capire le regole dei gruppi parlamentari è molto semplice. Non bisogna essere esperti di neutrini al CERN, anche Maria Stella può farcela. Chi ha la maggioranza decide. Siccome la Gelmini fa come vuole, si assenta senza dirlo, non si relaziona con gli altri e pensa di fare come le pare, la conseguenza naturale è che da oggi la Gelmini non segua più l’autonomia differenziata e la commissione Affari costituzionali. Tutto qui. Semplice, no?” ha dichiarato Bonifazi.

Fonte foto: ANSA

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