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Formigoni esce dai domiciliari, sconterà la pena insegnando l'italiano alle suore: la decisione dei giudici

L'ex governatore e parlamentare Roberto Formigoni continuerà a scontare la sua pena insegnando l'italiano alle suore straniere del Don Orione a Milano

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Mirko Ledda

EDITOR E FACT CHECKER

Scrive sul web da 15 anni, muovendo i primi passi come ghost writer e facendo attività di debunking delle notizie false. Si occupa principalmente di pop economy, con particolare attenzione ai temi legati alla tecnologia e al mondo digitale, all'industria alimentare e alla sanità.

L’ex governatore lombardo Roberto Formigoni è stato affidato in prova ai servizi sociali. Potrà continuare a scontare la propria pena svolgendo lavoratori socialmente utili, dopo che il Tribunale gli aveva concesso la detenzione domiciliare.

Per cosa è condannato Roberto Formigoni e quanti anni deve scontare

Per Roberto Formigoni era arrivata la condanna definitiva a 5 anni e 10 mesi per il reato di corruzione per la vicenda Maugeri-San Raffaele.

Dopo aver scontato nel carcere di Bollate i primi cinque mesi, aveva ottenuto gli arresti domiciliari il 17 luglio 2019. Dovrà scontare circa un anno ulteriore di pena con attività di volontariato.

Roberto Formigoni accompagnato fuori dal Tribunale di Milano.

Formigoni esce dai domiciliari ma rimane un detenuto: cosa potrà fare

Su sua stessa richiesta l’ex parlamentare e presidente di Regione insegnerà l’italiano alle suore straniere che assistono gli anziani disabili ricoverati al Piccolo Cottolengo Don Orione di Milano.

Rimanendo comunque un detenuto potrà stare fuori casa solo dalle 7 alle 23, rimanendo nel territorio della Lombardia, e uscire nelle ore notturne solo per compravate gravi necessità.

Non potrà frequentare pregiudicati, persone con dipendenze, soggetti sottoposti a misure alternative, cautelari, di sicurezza o di prevenzione o che lo espongano al rischio di commissione di reati.

La domanda di affidamento in prova accolta dopo oltre due anni

La domanda di affidamento in prova ai servizi sociali era stata fatta pervenire ai giudici già nel 2020, appena la pena residua era scesa sotto i quattro anni.

Tuttavia a causa dei tempi della burocrazia, della carenza di personale e dei rallentamenti dovuti alla pandemia, è stata accolta solo adesso dal Tribunale di Sorveglianza di Milano.

La concessione è avvenuta, dopo diversi permessi, per le motivazioni che si leggono nelle parti del provvedimento riportate dal Corriere della Sera.

Le motivazioni della decisione dei giudici del Tribunale di Sorveglianza

Pur non avendo mai ammesso gli addebiti che hanno portato alla condanna, Roberto Formigoni ha “accettato la sentenza e le sanzione inflittegli” e svolto un “positivo percorso in detenzione domiciliare” senza commettere violazioni.

Gli arresti domiciliari avrebbero dunque assolto la loro funzione e il percorso di reinserimento sociale per l’ex politico potrà completarsi tramite l’affidamento in prova.

La fine del provvedimento è prevista per marzo 2024, ma potrebbe essere anticipata di diversi mesi grazie allo sconto per buona condotta.

Fonte foto: ANSA

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