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Elezioni, tutti i simboli: quali sono quelli più strani, in uno spunta "Draghi". La reazione del premier

Nel complesso sono 101 i contrassegni depositati al Viminale per correre alle prossime elezioni politiche

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

In totale sono 101 i contrassegni depositati al Viminale per concorrere alle elezioni politiche in programma il 25 settembre. Il tempo utile per presentare i simboli è terminato alle ore 16.00 del 14 agosto 2022. I simboli sono stati presentati da 98 soggetti politici.

101 simboli e 98 soggetti politici: al via l’attività istruttoria

Ora parte l’attività istruttoria del Viminale. Entro 48 ore, vale a dire entro la mezzanotte del 16 agosto, verranno notificati gli ammessi e i ricusati, poi saranno concesse altre 48 ore per presentare le eventuali integrazioni, modifiche richieste, o ricorsi.

La partita dei simboli dunque si concluderà definitivamente il 18 agosto. Poi la Cassazione avrà altri due giorni per decidere sugli eventuali ricorsi. Così il ministero dell’Interno, entro il 20 agosto, comunicherà alle Corti di Appello i nomi dei rappresentati per le liste. Dopodiché i partiti promossi dovranno presentare, il 21 e 22 agosto, la lista dei candidati nei tribunali e nelle Corti d’appello dei capoluoghi.

Spunta il simbolo ‘Italiani con Draghi – Rinascimento’

Tra gli ultimi simboli depositati, arriva anche Italiani con Draghi – Rinascimento, unico logo con il nome del presidente del consiglio: oltre alla scritta Italiani con Draghi, il simbolo è corredato da una striscia tricolore.

Il premier in carica non era al corrente del simbolo, ha reso noto Palazzo Chigi, tramite una nota, in riferimento ai requisiti di trasparenza del simbolo stesso che, a questo punto, potrebbero non essere soddisfatti portando anche all’annullamento.

L’ultimo contrassegno presentato è il simbolo di Italia dei Diritti, mentre il primo simbolo affisso in bacheca è stato quello della lista Peretti-Democrazia Cattolica liberale, sempre con lo scudo crociato.

Il secondo contrassegno depositato è invece quello dell’ex sindaco di Napoli Luigi de Magistris, Unione Popolare con de Magistris. Affisso al Viminale anche un secondo simbolo di de Magistris, Up con De Magistris: dentro i loghi di Dema, Manifesta, Rifondazione Comunista e Potere al Popolo.

Marco Rizzo, Antonio Ingroia ed Emanuele Dessì hanno depositato il contrassegno elettorale della lista Italia Sovrana e Popolare. “Vogliamo un’Italia sovrana e popolare, come dice il nostro simbolo. Il capo politico è Giovanna Colone, una lavoratrice della scuola che è stata sospesa per la vicenda del vaccino. Abbiamo voluto impersonificare quello che noi vogliamo rappresentare: una del popolo che ha sofferto”, ha detto Rizzo.

Toscano ha invece assicurato che completeranno “a breve la raccolta firme. C’è un entusiasmo incredibile. Possiamo contare sul sostegno di tantissima gente che in tutta Italia ha preso d’assalto i nostri banchetti”, annunciando che “tutti e quattro” i presenti al Viminale “saranno candidati”. Dessì infatti si presenterà al Senato, mentre Rizzo, Ingroia e Toscano alla Camera.

Perché votare Italia Sovrana e Popolare e non Italexit? “Paragone – dice Toscano – ha sempre espresso una posizione atlantista, non ho mai sentito da lui esprimere la necessità di aprire una stagione multipolare. Il nostro nemico comunque è Draghi – ha ribadito il presidente di Italia sovrana – e il sistema che ha chiuso gli italiani in casa”.

Depositato oggi anche il simbolo di +Europa, che alle prossime elezioni sarà in coalizione con Pd, Alleanza Verdi Sinistra e Impegno civico. Nel contrassegno, come nel 2018, depositato dalla tesoriera Maria Saeli, si legge “+Europa con Emma Bonino”, indicata come capo politico del partito.

Se fossero rimasti con Calenda “sarebbe stato simile”, con i nomi dei leader dei due partiti. Da quanto si è appreso, tra +Europa e il Pd è rimasto valido l’accordo siglato quando ancora si era in coalizione con Carlo Calenda.

“Per quanto riguarda i collegi uninominali di fascia alta, quelli dove l’elezione è più probabile con il Pd resta l’accordo” già siglato, “ovvero il partito di Bonino esprimerà il 30% dei candidati”, ha ricordato la tesoriera del partito. Saeli inoltre ha ribadito che Bonino, Benedetto Della Vedova e Riccardo Magi saranno sicuramente candidati.

“Abbiamo presentato anche il nostro programma – ha detto Saeli – frutto sia dei nostri tavoli tematici e del lavoro sul territorio, sia del ‘programma con l’Italia’ fatto da Carlo Cottarelli“, ha detto la tesoriera aggiungendo: “Cottarelli ha scritto gran parte del nostro programma si candidera’ sicuramente nell’uninominale e forse anche nel proporzionale”, ha detto Saeli, che alla domanda se sarà anche lei candidata nella lista, ha risposto: “Vediamo”

Marco Cappato ha depositato e affisso al Viminale il simbolo per le elezioni politiche: Referendum democrazia con Cappato. Il tesoriere dell’associazione Luca Coscioni, leader della lista, ha ribadito che intende raccogliere le firme solo con modalità digitale.

“Siamo partiti con una marcia dal Quirinale e ci appelliamo al presidente del Consiglio Mario Draghi perché le elezioni non siano antidemocratiche. Servono 60mila firme per poter partecipare alle elezioni e chiediamo di poter utilizzare quelle digitali per rivitalizzare la democrazia. Come già accade per i referendum, le firme digitali devono essere valide per partecipare alle elezioni politiche”, ha detto Cappato dopo il deposito sottolineando che raccoglierà le firme “solo in modalità digitale”, chiedendo a Draghi di “equiparare referendum ed elezioni politiche”.

La raccolta firme digitali o con spid potrà essere effettuata sul sito listareferendumedemocrazia.it. “Per togliere ogni dubbio” e far ammettere le firme raccolte Cappato ha poi aggiunto: “Chiediamo al presidente Draghi una interpretazione della norma.

Se dovesse accadere che le firme non vengano riconosciute abbiamo già pronti i ricorsi che presenteremo in tutte le sedi nazionali e internazionali”, ha annunciato Cappato.

“Evidentemente il problema non è raccogliere le firme ma sono le condizioni e gli ostacoli che vanno rimossi all’esercizio della democrazia del nostro paese”, ha concluso.

I simboli più originali e stravaganti

Tra i 101 i contrassegni depositati al Viminale, diverse le ‘originalità’ come da tradizione. Così, ecco Esseritari, Movimento tecnico per la pace, Quarto Polo delle Piccole e Medie Imprese (con la scritta “i piccoli fanno grande l’Italia” e l’effigie delle 10 lire), Partito Federalista italiano, Follia creativa e l’immancabile simbolo del Sacro Romano Impero Cattolico, che si professa “per la fratellanza e la pace” e “contro tutte le guerre”.

Da segnalare anche la ghigliottina simbolo del movimento di Panzironi per la rivoluzione sanitaria. Quindi la lista Free, nel simbolo un uomo stilizzato che dà un calcio al capo di Pinocchio.

Al Viminale si è presentato anche il generale Antonio Pappalardo, che ha portato il simbolo dei Gilet arancioni. Presente anche Vita, il movimento della no green pass Sara Cunial con la I stilizzata in forma di un corpo femminile le cui gambe sono a forma di radici e le braccia di rami di un albero.

Fonte foto: ANSA

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