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Di Maio inviato speciale Ue nel Golfo Persico: cosa farà nel concreto e quanto guadagnerà

L'ex ministro degli Esteri sarà l’inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico

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Mirko Vitali

GIORNALISTA

Giornalista esperto di politica e attualità, attento anche ai temi economici e alle dinamiche del mondo dello spettacolo. Dopo due lauree umanistiche e il Master in critica giornalistica, lavora e collabora con diverse testate e realtà editoriali nazionali

Luigi Di Maio, dopo la batosta elettorale con Impegno Civico che gli è costata il posto in Parlamento, si è rapidamente ‘riposizionato’: sarà l’inviato speciale dell’Unione europea nel Golfo Persico. Manca solo la nomina ufficiale, che per l’ex ministro degli Esteri dovrebbe arrivare a breve.

Luigi Di Maio, la nomina e il nuovo ruolo

Di Maio è stato scelto da un gruppo di tecnici indipendente. Tali osservatori hanno avuto mandato dall’Ue di selezionare il profilo migliore ed hanno indicato proprio l’ex membro del Movimento 5 stelle.

Il responso è giunto agli uffici dell’Alto rappresentante per la politica estera dell’Ue, Josep Borrell. Nella relazione è stato messo nero su boanco che “sulla base delle prestazioni” fornite “dai candidati si raccomanda di nominare il sig. Luigi Di Maio” come rappresentante speciale dell’Ue nel Golfo.

Di Maio ha avuto la meglio su altri tre candidati: il cipriota Markos Kyprianou, l’ex inviato dell’Onu in Libia Jan Kubis e l’ex ministro degli Esteri e commissario Ue Dimitris Avramopoulos.

Ora sarà compito di Borrell nominare ufficialmente Di Maio. La svolta, secondo quanto riferito da Bruxelles e come riportato dal Corriere della Sera, starebbe proprio nella solidità del rapporto, umano e istituzionale, che l’ex ministro è riuscito a costruire con Borrell durante la sua esperienza alla Farnesina.

Di Maio, cosa farà e quanto sarà pagato

La guerra in Ucraina ha innescato un aumento dei prezzi di gas e petrolio. L’Europa sta guardando al Medioriente per riuscire a trovare le risorse che prima venivano fornite dalla Russia. Ma manca una figura diplomatica specifica per portare avanti tale disegno. Ed è in questo quadro che dovrà inserirsi Di Maio. L’ex M5s dovrà cioè tessere i rapporti con il mondo arabo, per trattare sul prezzo di gas e petrolio.

L’indennità per questo incarico, che prevede lo status di diplomatico con relativi passaporto e immunità, è di circa 12 mila euro netti al mese, sottoposti alla tassazione agevolata Ue, oltre alla copertura di tutte le spese, staff compreso.

Le proteste del M5s, di Gasparri (Forza Italia) e Borchia (Lega)

“Questo incarico non è altro che il risarcimento per la scissione a sostegno del governo Draghi  – sibilano dal M5s -. Poi sappiamo tutti come è andata a finire per Di Maio: 0,6% “.

Sul piede do guerra anche Maurizio Gasparri di Forza Italia che ha persino presentato una interrogazione in cui si chiede al governo di sospendere la nomina “perché Di Maio non ha nessuna competenza per tale incarico”. E altrettanto ha fatto, chiamando in causa Borrell, l’eurodeputato della Lega Paolo Borchia.

Fonte foto: ANSA

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