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Covid, Veneto in zona rossa o arancione? Zaia fa il punto

Il governatore del Veneto Luca Zaia ha fatto il punto sull'andamento dell'epidemia di Covid-19 in Veneto

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

Sono 3.151 i nuovi positivi al Covid in Veneto, e 175 le vittime, secondo quanto riporta il bollettino della Regione. Si tratta di incrementi significativi che fanno seguito a quelli dei giorni scorsi, che hanno portato il Veneto ad essere la regione italiana con più casi su base giornaliera. Sono infatti 94.228 le persone attualmente positive, più che in ogni altra regione d’Italia.

Zaia: “Non sappiamo in che fascia saremo”

Una situazione delicata che ha portato il governatore Luca Zaia a intervenire sull’argomento. Nel punto stampa di oggi, 5 gennaio, il presidente del Veneto ha assicurato che “la macchina è oliata e funzionante”, ma non è chiaro cosa ne sarà del Veneto nelle prossime settimane.

Per effetto del “provvedimento ponte” che dovrebbe essere in vigore fino al 15 gennaio, le regioni d’Italia saranno nuovamente assegnate ciascuna alla propria fascia di rischio a partire dall’11 gennaio. Per quanto riguarda il Veneto, però, Zaia ha spiegato che dopo aver sentito il ministro Speranza non è ancora noto come sarà valutata la regione.

“Abbiamo capito che con l’Rt sopra 1 si va in arancione, sopra 1,25 si va in zona rossa – ha detto Zaia – ma verrà valutata anche l’incidenza, dobbiamo però vedere il testo finale del decreto. Ad oggi non sappiamo in quale fascia saremo”.

Chiusura scuole, Zaia: “Fallimento, ma doverosa”

Quanto alla chiusura delle scuole in Veneto fino al 31 gennaio, voluta da Zaia, il governatore ha precisato che “rappresenta un fallimento, ma era doverosa”. E ha aggiunto: “Le indicazioni scientifiche ci dicono di andare in questa direzione, e abbiamo dovuto farlo per prudenza”.

Sul tema vaccini, invece, Zaia ha riportato i dati di oggi: “Abbiamo utilizzato oltre il 60% dei vaccini in magazzino, per un totale di 23.644 vaccinati, venerdì mattina avremo esaurito tutte le dosi a disposizione. La macchina vaccinale è complessa, ma funziona bene: scriviamo a casa ai vaccinandi per la convocazione, che poi dopo la vaccinazione tornano a casa già con l’appuntamento fissato per la seconda dose”.

Fonte foto: ANSA
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