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Covid, a che punto siamo? Pregliasco avverte: "Non si è ancora raffreddorizzato, da non sottovalutare"

Il direttore sanitario del Galeazzi non vuole sentire parlare di una variante "raffreddorizzata": "È un messaggio sbagliato"

Di: VirgilioNotizie | Pubblicato:

L’emergenza Covid-19 non è ancora passata e non bisogna abbassare la guardia con l’arrivo dell’estate. A sostenerlo sono gli esperti del campo medico, tra infettivologi e virologi che vogliono ancora mantenere alta l’allerta sul virus che sta continuando a viaggiare in Italia, seppur con numeri più bassi rispetto agli ultimi mesi.

A destare preoccupazione sono le varianti del coronavirus, con Omicron 5 che presto sarà dominante. Fabrizio Pregliasco, docente all’università Statale di Milano, ha fatto il punto della situazione ai microfoni di Adnkronos Salute.

Omicron 5, non è ancora un raffreddore

Come detto, la sottovariante Omicron 5, ennesima versione di replica con mutazione del Covid-19, desta preoccupazione. Seppur con sintomi meno aggressivi, gli esperti lanciano l’allarme affinché non si debba correre ai ripari con la fine dell’estate.

Pregliasco ha sottolineato: “È vero, la gran parte della replicazione delle nuove sottovarianti di Omicron come Omicron BA.5 avviene nelle prime vie aeree, ma questo virus non si è ancora completamente raffreddorizzato. Ci sono anche casi di polmonite e di polmonite interstiziale, quindi non è assolutamente da sottovalutare”.

Per il direttore sanitario del Galeazzi definire Omicron 5 come un’influenza è un “messaggio distraente”.

Omicron 5, quali sono i sintomi

Lo stesso Pregliasco, solo qualche settimana fa aveva aggiornato sui sintomi della nuova variante: “I primi dati indicano che tende a replicarsi nelle prime via aeree. I sintomi sembrano quindi essere molto simili a quelli di un raffreddore”.

“Si tratta di una variante più contagiosa, ma i sintomi delle infezioni legate a essa sono più lievi. Ma questo non vuol dire – continua – che non possa causare forme più gravi, ma sembra essere meno probabile”.

Covid e vaccini, il contributo

Gli ultimi dati del bollettino Covid del 20 giugno segnalano ancora una volta un numero contenuto di casi e decessi. Il virus, infatti, sembrerebbe sì ancora presente ma con minor aggressività.

Tutto ciò, secondo Pregliasco, è dovuto al gran numero di persone vaccinate nel nostro Paese: “Una serie di mutazioni che vanno in una direzione vantaggiosa, di un quadro clinico in generale più tranquillo, però grazie anche – e dobbiamo dirlo – al contributo della vaccinazione, del gran numero di soggetti vaccinati”.

Fonte foto: ANSA

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